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ImageImageI Tutorials dell'Arca - L'Arte degli Amanuensi

Ripristino vecchie Pialle
Info generali

  • Autore : ac445ab (Giuliano)

  • Data : 15/12/2007

  • Difficoltà di esecuzione :

  • Principali Materiali ed Attrezzature impiegate :

    • Caricabatterie 12V 6A

    • Bacinella in plastica

    • Soda ( Carbonato di Sodio )

    • Sverniciatore Gel

    • Vernice Epossidica Bicomponente

    • Carta abrasiva di grane diverse

    • Adesivo Epossidico Bicomponente


  • Costo :


Introduzione

Dove acquistarle ..... ?
Non è difficile acquistare una pialla in metallo usata, soprattutto se si cerca su ebay, o qualche altro sito deputato alla vendita on line.

Ruggine e ruggine .....
Le condizioni in cui si trovano non sono però sempre delle migliori:

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in particolare se si cercano i modelli di inizio ‘900 (qualitativamente ottimi) a prezzi abbordabili.

La ruggine sovente imperversa ovunque e spesso occorre procedere ad un vero e proprio restauro.

Smontiamo la pialla .....
La prima operazione da fare è quella di smontare la pialla, avendo l’accortenza di non forzare viti arrugginite ed utilizzare in questi casi appositi prodotti sbloccanti e cacciaviti di misura adeguata.

Incominciamo a pulire le parti .....
Le parti in ottone sono le più facili da pulire in quanto basta trattarle con una spazzola rotante collegata al trapano a colonna. Con lo stesso sistema conviene pulire il lever cap (la piastra che tiene fermo il gruppo ferro-controferro), evitando i metodi chimici che possono dare effetti indesiderati sulla nichelatura eventualmente presente. Il frog e le altre viti possono essere trattate con un bagno d’aceto e poi spazzolate.

I manici .....
I manici (spesso rotti) vanno riparati e trattati per riportali all’antico splendore.

La base .....
Per la base, soprattutto nel caso di pialle di dimensioni generose, si può utilizzare l’elettrolisi.


Procedura


  • Ripristino del corpo pialla

    Rimuoviamo la ruggine .....
    Per il corpo pialla ho adottato il seguente metodo:
    Rimozione della ruggine mediante elettrolisi, sverniciatura chimica e pulitura mediante spazzole metalliche montate al trapano a colonna

    In alternativa ho provato a togliere la ruggine con metodo chimico (prodotto a base di acido solforico).

    Ecco una foto della suola:

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    Il bagno elettrolitico .....
    Per il bagno elettrolitico ho utilizzato una bacinella di plastica trasparente abbastanza lunga da contenere il corpo pialla.

    Esso è stato sommerso in una soluzione contenenete Soda (Carbonato di Sodio) nella quantità di circa un cucchiaio ogni due litri.
    Il polo negativo viene collegato all'oggetto da trattare; il polo positivo è collegato ad un pezzo di ferro sacrificale (ho utilizzato un pezzo di tubolare quadro).

    Per la mia pialla (una 7) ho lasciato che la reazione andasse avanti per circa 15 ore.

    Cosa posso usare come Alimentatore ..... ?
    Come alimentatore ho utilizzato un caricabatterie ( intensità max dichiarata 6 Ampere):

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    All'accensione, l'indicatore mi segnala una corrente di circa 2 Ampere. Il processo può essere reso più efficiente se si utilizza una batteria di auto o di moto, sempre collegata al caribatterie.

    Ecco come si presenta la soluzione alla fine del processo:

    Il ferro sacrificale

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    ha fatto il suo dovere, anche se la maggior parte della ruggine, sporco ect. si disperde

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    per tutto il bagno.

    Estraiamo il pezzo dal bagno .....
    Estratto dal bagno elettrolitico, il pezzo va risciacquato con cura, aiutandosi magari con una spazzola in Nylon, ed asciugato con rapidità ( il forno di casa è l’ideale ).

    Alcune immagini del pezzo dopo elettrolisi:

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    Il residuo di colore marrone viene ulteriormente eliminato con spazzole metalliche rotanti ( trapano a colonna ).

    Ed ora rimuoviamo il japanning .....
    La fase successiva prevede la rimozione del japanning esistente mediante applicazione di uno sverniciatore in gel.

    Si lascia agire lo sverniciatore per circa un'ora:

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    e poi si utilizza poi un cacciavite fisso:

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    per raschiare via la vernice ammorbidita (in qualche caso ho dovuto ripetere il processo un paio di volte).


    A che punto siamo ora ..... ?

    Ecco le basi di 14 pialle:

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    ormai pronte per la successiva fase di verniciatura ( per alcune non ho rimosso il japanning in quanto in buone condizioni ).

    Per le pialle piccole (#3-#5), si può utilizzare un bagno di aceto per una notte con successiva spazzolatura, o ancora utilizzare dei prodotti specifici ( ad esempio del Cillit Bang diluito al 50% con acqua ).



  • Verniciatura del corpo pialla

    Che tipologia di vernice posso usare ..... ?
    La verniciatura può essere fatta con una vernice per metalli.
    Ho avuto buoni risultati con una vernice gel per esterni, ma poichè questi attrezzi sono, se utilizzati, esposti ad uso intensivo, è meglio utilizzare una vernice epossidica bicomponente, prodotto reperibile facilmente dai fornitori per carrozzerie.

    Rifacciamo il japanning con vernice epossidica .....
    Se si vuole imitare la tonalità di una vecchia Stanley, conviene prendere il colore nero opaco.

    Questo tipo di vernice va usata in ambiente ben areato, ed occorre indossare dei guanti protettivi mentre la si prepara ed utilizza.
    Per preparare la dose occorrente, è bene munirsi di una siringa da 50-60 cc in plastica ed una più piccola per il catalizzatore (proporzione 1:5).
    Una volta aggiunto il catalizzatore, si hanno un paio d’ore per poter utilizzare la miscela.
    Due mani di epossidica bicomponente son necessarie per un risultato ottimale.

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    Una volta che la base è stata verniciata e le parti metalliche ripulite per bene, si può passare alle operazioni di tune up.


  • Spianatura della suola

    Perchè devo spianare la suola..... ?
    Una suola perfettamente planare assicura una ottima aderenza al pezzo e consente il taglio di trucioli molto sottili, quasi trasparenti, larghi idealmente come la lama (se perfettamente diritta) e lunghi quanto tutto il pezzo piallato quando la superfice diventa piana.
    Questa è un'operazione sempre necessaria per le pialle usate ( e spesso anche per quelle nuove ).
    La suola potrebbe essere anche portata a rettificare in un’officina specializzata, ma non è difficile ( ed è più soddisfacente ) provvedere con sistemi fatti in casa.

    Come posso spianare la suola..... ?
    La pialla va montata in ogni sua parte ( la lama non sporgente dalla suola, naturalmente ) e, impugnandola per i manici, viene spinta avanti e indietro su una lastra di vetro (almeno 1 cm di spessore) sulla quale viene incollato, con colla spray rimuovibile, un foglio di carta abrasiva.

    Carta abrasiva per la suola .....
    Si comincia con una grana 80 e si continua fino a che tutta la suola non abbia subito l’azione abrasiva ( facilmente rilevabile visivamente ).
    Si possono anche segnare con un pennarello indelebile:

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    le varie parti della suola, ed agire sulla carta abrasiva fino a che tutti i segni non siano spariti.

    Non è fondamentale che tutta la suola sia perfettamente spianata, ma bisogna assicurarsi assolutamente che lo siano le zone indicate.
    Dopo la grana 80 si può passare alla 150 ed oltre, se si vuole una superfice a specchio, non indispensabile comunque da un punto di vista funzionale.

    Ed i fianchi ..... ?
    Anche i fianchi possono essere trattati allo stesso modo.
    Se la pialla deve essere usata con una shooting board, occorre che i fianchi siano a 90° rispetto alla suola, e bisogna tenerne conto nell’operazione di spianatura, utilizzando delle guide per favorire l’operazione.

    Per evitare la formazione di ruggine .....
    La ruggine è sempre in agguato e tende a riformarsi rapidamente.
    Una spruzzata di WD-40 ne rallenta la formazione.


  • Il Frog

    Ma cosa è questo Frog ..... ?
    Il frog è un po’ il cuore della pialla:

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    sostiene il tagliente e mediante il suo spostamento regola l’apertura della bocca.
    Per queste ragioni, esso deve essere il più stabile possibile nel contatto con la sua sede nella base.

    Inoltre, la superfice che fa da letto alla lama deve essere a sua volta piana per rendere più stabile il tagliente.

    Ed adesso passiamo a spianare anche il Frog .....
    Per questa operazione si può utilizzare lo stesso sistema utilizzato per la base: vetro e carta abrasiva.

    Per un lavoro più preciso si dovrebbe smontare la leva laterale e spianare tutta la superfice del frog.

    Se non si vuole fare ciò si può utilizzare un pezzo di MDF (che è abbastanza piano) tagliato opportunamente:

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    per alloggiare il meccanismo laterale durante l’operazione di spianatura.

    I punti di contatto tra il frog e la base vanno liberati dai residui di vernice per assicurare un contatto preciso.

    Si può utilizzare la punta di un cacciavite fisso per scrostare le tracce di vernice nei punti di appoggio del frog, ed una piccola lima:

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    per correggere eventuali imperfezioni della bocca, soprattutto utile per pulire i due bordi anteriore e posteriore, dove andranno a passare i trucioli.


  • Lama e controferro

    Pitting ..... ?
    Questi componenti, oltre alla ruggine, presentano spesso il cosiddetto fenomeno del “pitting”, una sorta di craterizzazione dovuta alla corrosione.

    Mentre è ininfluente se presente nelle parti di lama che non sono vicine al tagliente, il pitting può compromettere l’affilatura della lama se situato in prossimità del tagliente sul retro della lama.
    Se il fenomeno è contenuto, si può provare a spianare fino a che si riporta tutto alla planarità, altrimenti la lama non è correttamente utilizzabile.

    La lama va chiaramente affilata a dovere e il controferro viene affilato e levigato; esso deve aderire perfettamente:

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    al ferro per evitare che qualche truciolo si infili tra di essi, portando all’ostruzione della bocca.


  • Ripristino dei Manici

    Manici spaccati ..... ?
    Molto spesso capita di avere il manico posteriore spaccato a metà:

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    danno che si procura facilmente quando la pialla cade in terra.


    Allora, reincolliamoli .....
    Molti consigliano di usare della colla epossidica tuttavia, se le superfici sono tenute bene a contatto, anche una colla vinilica funzionerà egregiamente.

    Le superfici vanno solo un po’ pulite, senza alterare la morfologia della spaccatura che consentirà un perfetto combaciamento delle due parti.

    Ma come blocco il manico mentre la colla da presa ..... ?
    Il manico posteriore, per la sua forma, non può però essere agevolmente tenuto in pressione con morse e morsetti.

    Si può allora usare un lungo bullone M6, una grossa rondella e un dado a farfalla:

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    per bloccare il tutto con una discreta forza e lasciare asciugare.

    Per sicurezza, spargo una goccia d’olio sul corpo del bullone in modo da scongiurare qualsiasi aderenza della colla su di esso.

    Ed adesso, carteggiamoli .....
    Una volta che la colla si è seccata, se è necessario, si può procedere alle operazioni di carteggiatura.

    Si può cominciare con una grana 150, passando poi alla 240 e alla 320, infine alla paglietta metallica 0000, avendo cura di seguire l’andamento della venatura.

    Per il pomello anteriore, il tutto è facilitato dalla possibilità di utilizzare il perno M6, rondellone e dado a farfalla:

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    per attaccare il tutto al trapano a colonna e procedere alla carteggiatura:

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    con le stesse modalità indicate prima.


    Ed ecco i manici, carteggiati:

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    e pronti per la verniciatura finale.


  • Verniciatura dei Manici

    La finitura sui manici di Palissandro può essere effettuata con tre mani di gommalacca, date a pennello, e una o due mani di cera.

    Il risultato è garantito:

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    Per i manici in Faggio:

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    ho utilizzato con successo una vernice all’acqua colore Noce-Antico.



  • Riassemblaggio della pialla

    La pialla è ormai pronta ad essere riassemblata:

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    Fare attenzione, nel riassemblaggio, ad usare un po’ d’olio prima di inserire tutte le viti.


Note Finali


E, finalmente, ecco una vecchia pialla del 1930 ritornare in perfetta forma:

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by ArcaDiLegno - 2007




  
 Edoardo [ Dom 16 Dec, 2007 09:33 ] Ascolta  Stampa l'argomento