Come preannunciato, utilizzeremo la guida per affilatura Veritas MK2 con l'ausilio di carte abrasive grana 100 e 180 incollate sulla lastra di vetro, pietre diamantate DMT DuoSharp e pietre sintetiche giapponesi ad acqua.
Il set utilizzato per la formazione del bevel principale ...
Il set utilizzato per la formazione del tagliente ...
Considerazioni sull'angolo di bevel principale
La lama dispone di un bevel principale di 25° preimpostato in fabbrica.
La Stanley stessa però consiglia di dotare la lama di un bevel secondario pari a 5°, portando così l'angolo di taglio complessivo a:
25° + 5° + 13,5° = 43,5°
Ora, per irrobustire anche il tagliente, abbiamo pensato di portare l'angolo di bevel principale a 30° e dare un microbevel di 2° ( impostabile automaticamente sulla MK2 senza togliere e rimontare la lama ).
In tale maniera l'angolo di taglio effettivo diventerà:
30° + 2° + 13,5° = 45,5°
non molto distante da quello consigliato dalla Stanley, ma col vantaggio di avere un tagliente più robusto.
E' da dire che, in entrambi i casi, l'angolo di taglio effettivo è un buon angolo di impiego universale, adatto sia a tipi di legno "facili", sia a legni dalla figurazione un pò più complessa.
Predisposizione della MK2
Come precedentemente detto, daremo alla lama un bevel principale di 30°.
Prepariamo la MK2 predisponendo la slitta mobile per gli
standard angles ( riferimenti gialli ), ed il jig ( dato in dotazione con la stessa ) al valore di 30°, sempre riferito agli
standard angles
Il settaggio della MK2 ...
e tenendo il nottolino laterale di impostazione del microbevel ad ore 12, in posizione di riposo
ossia
"nessun microbevel settato".
Provvediamo adesso a montare la lama sulla guida
controllando con una piccola squadretta l'allineamento a squadra dei suoi lati con la guida stessa, prima a destra
poi a sinistra
Nel caso in cui ci fosse un piccolo disallineamento, come in questo caso, piccoli colpetti dati con un martelletto di gomma o plastica ai lati della lama risolveranno il problema.
Una veloce ricontrollata con la squadretta
conferma che adesso i lati della lama sono a squadra con la guida.
Sbozzatura del bevel principale
Provvederemo ora a dare una prima sbozzatura al bevel principale della lama sulla carta abrasiva grana 100 incollata sulla lastra di vetro.
Come prima cosa coloriamo col marker permanente tutta la zona del bevel principale
Poichè l'angolo di partenza ( 25° ) è inferiore a quello a cui dovremo pervenire ( 30° ), mano mano che sbozziamo il materiale comincerà a consumarsi dalla parte del tagliente
accorciando la lama e sballando così l'angolo finale.
Alla fine della sbozzatura
l'angolo finale non sarà di 30°, ma leggermente maggiore, di un ammontare difficilmente quantificabile con esattezza, ma stimabile intorno a qualche grado.
Provvediamo adesso, dopo aver allentato i pomelli e rimontato il jig sulla MK2, a riposizionare la lama.
Ricontrolliamo l'allineamento con la squadretta e, dopo aver ricolorato il bevel
continuiamo con la sbozzatura.
Questa volta, poichè ora partiamo da un angolo con valore > 30°, il materiale verrà asportato incominciando dalla parte del bevel che sta verso l'interno della lama
Alla fine, l'angolo ottenuto sarà esattamente 30° ( questa volta, la lunghezza della lama non è cambiata ).
Queste considerazioni, ovviamente, sono valide per tutte quelle guide, e sono la maggior parte, che si basino sull'entità della protusione della lama dalla guida per impostare l'angolo, e soltanto in quei casi in cui l'angolo finale debba essere maggiore di quello di partenza.
Cambiamo ora grana passando alla 180, e continuiamo con la sbozzatura, fermandoci quando dal bevel saranno scomparsi tutti i segni lasciati dalla 100.
Una decina di passate saranno sufficienti allo scopo.
Siamo pronti ora a passare all'affilatura vera e propria, rifinendo prima il bevel principale sulle diamantate e poi terminando con la formazione del filo sulle pietre ad acqua.
Adoperiamo le diamantate
Continuiamo adesso a rifinire il bevel principale sulle pietre diamantate DMT ad umido, adoperando prima la Nera/Blu ( 220/325 grit ) e poi la Rossa/Verde ( 600/1200 grit ).
Non dimentichiamo, prima di passare alla blu, di arrotondare leggermente sulla nera gli estremi del bevel
Arrotondiamo gli spigoli del bevel ...
Ricordiamo inoltre di eliminare il burr ( ricciolo ) che si sarà formato, passando una o due volte di piatto il dorso sulla verde, avendo però l'accortenza di dare un'impercettibile inclinazione al tutto per non rovinare la finitura del dorso stesso.
Alla fine
Il bevel principale dopo il passaggio sulla DMT verde ( 1200 Grit ) ...
avremo ottenuto un bevel principale sufficientemente rifinito, a cui qualche passata ( solo a trazione )
... e dopo la lucidatura sulla mattonella in MDF
sulla mattonella MDF con poca pasta abrasiva non farà certo male
Adesso siamo finalmente pronti per la formazione del tagliente vero e proprio, da farsi sulle pietre ad acqua ed impostando la MK2 con un microbevel di 2 gradi, ponendo ad ore 6
il nottolino laterale della stessa.
Per prima cosa però spianeremo adeguatamente le pietre giapponesi.
Spianatura delle piestre giapponesi
Incolliamo con la colla spray la carta abrasiva di grana 180 sulla lastra di vetro, con una matita facciamo dei segni
Tracciamo dei segni sulla pietra con la matita ...
sulla faccia della pietra che deve essere spianata, ed iniziamo la spianatura.
Effettuati pochi passaggi, notiamo che la pietra era concava
La pietra era concava ...
continuiamo fino a che tutti i segni siano scomparsi.
Rifacciamoli
Ritracciamo i segni sulla pietra ...
e continuiamo con la spianatura.
Se dopo pochi passaggi controlliamo nuovamente, noteremo che ora i segni
I segni stanno scomparendo uniformemente e contemporaneamente dalla pietra ...
stanno scomparendo tutti uniformemente e contemporaneamente dalla pietra, e quindi siamo sicuri che questa sia ora ragionevolmente piatta.
Continuiamo fino a che tutti i segni non siano scomparsi.
Questa procedura, che ricordiamo va fatta a secco, andrà ovviamente ripetuta per tutte le pietre che si intendono utilizzare.
Formazione del microbevel sulle pietre giapponesi - Creazione del filo
Andremo adesso a creare il filo vero e proprio.
Procediamo sulla prima pietra ( nel nostro caso una 3000 ), effettuando passate molto leggere e soltanto
a trazione, pena molto probabili impuntamenti della lama e danneggiamento della pietra.
Attenzione a distribuire la pressione ( poca ) omogeneamente sulla lama.
Quando vedremo che il microbevel si sarà formato ( 1/2 mm., o anche meno, sono più che sufficienti ), passiamo alle altre pietre ( nel nostro caso 6000 e 10000 ).
Si abbia la premura di eliminare ogni tanto il "burr" ( ricciolo ) che si viene a formare, facendo poche passate del dorso sulla pietra, di piatto.
Alla fine, in pochissimo tempo ( qualche minuto su ogni pietra ), avremo ottenuto
un ottimo tagliente perfettamente lucido ed affilato.