L’estetica accattivante di questo utensile particolare ci ha prontamente indotto a testarne le prestazioni.
Come termine di paragone abbiamo utilizzato un vecchio Stanley 66, del quale disponevamo soltanto la guida laterale per profili dritti; le lame sono state ricavate da spezzoni di una lama di qualità per seghe a nastro dello spessore di 1 mm, opportunamente profilate con l’aiuto di lime da metallo e affilate con cura.
Abituati allo Stanley 66, attrezzo utile quanto intuitivo nell’uso, all’inizio il nuovo beading tool della casa canadese ci è apparso un utensile complicato sia da mettere a punto che da utilizzare.
Ma la sensazione iniziale è durata ben poco.
Infatti abbiamo preso confidenza con l’attrezzo rapidamente, il che ci ha permesso di realizzare facilmente ed in tempi veloci quasi tutti i vari profili in dotazione
Per le prove, abbiamo usato l’utensile nella configurazione consigliata dal libretto di istruzioni
come sempre sufficientemente esaustivo e chiaro, con l’impugnatura fissa (quella lunga) nella mano destra e la guida laterale disposta alla destra del pezzo.
In questo modo, per realizzare il profilo occorre spingere l’utensile
La mano sinistra impugna il pomello tondo orientabile, ed i due pollici premono sulla ganascia di ritenzione della lama.
Relativamente alla messa a punto iniziale dell’utensile, abbiamo poi riscontrato qualche difficoltà, ben presto superata una volta presa confidenza con i settaggi e la configurabilità dell’utensile.
La guida laterale, ad esempio, è fissa, e per regolare la distanza del profilo dal bordo del pezzo occorre disporre la lama più o meno vicino alla guida laterale.
Nello Stanley 66 la guida laterale, invece, è di tipo scorrevole ed il posizionamento è assai più veloce.
Anche il fissaggio della lama lascia un attimo perplessi: poiché questa può essere posizionata su tutta la larghezza della ganascia di ritenzione, per disporla a squadra con il pezzo da lavorare non si dispone di alcun riferimento o battuta.
Occorre perciò un po’ di tempo per posizionare la lama nel punto giusto e nella voluta proiezione.
Sullo Stanley 66, invece, la lama viene alloggiata in una scanalatura che in automatico la dispone a squadra; per fissare la lama, inoltre, basta semplicemente avvitare il nottolino centrale
laddove sul Veritas bisogna invece agire sulle due viti di serraggio della ganascia mediante un cacciavite a taglio adatto.
Lo stesso dicasi per la guida laterale, per la cui registrazione occorre utilizzare sempre un cacciavite, a differenza dello Stanley dove non sono necessari attrezzi aggiuntivi.
C’è inoltre da dire che lo spostamento della guida laterale ed il suo posizionamento non sono intuitivi ed occorre prendere confidenza con l’attrezzo prima di poter fare tutte le regolazioni con velocità.
Anche il pomello in bubinga regolabile è sicuramente appagante dal punto di vista estetico, ma la sua utilità, ad un primo impatto, appare tutto sommato relativa: anche un manico fisso avrebbe svolto lo stesso lavoro
E' poi usando l'attrezzo che ci si rende conto dell'utilità di avere da un lato un pomello orientabile e dall'altro un manico fisso.
Per saggiare le capacità del beading tool abbiamo utilizzato dei morali in faggio evaporato e in mogano sipo, provando quasi tutti i profili in dotazione.
Dopo l’iniziale disorientamento per la regolazione dell’utensile, l’ottima maneggevolezza e l’agilità rendono immediatamente piacevole realizzare un profilo “bead”
Quello che colpisce tuttavia è il grado di finitura lasciato dalla lama, che di fatto non richiede alcun tipo di lavorazione aggiuntiva; tutti i profili a due, tre o quattro “beads” sono perfettamente sagomati
Di tanto in tanto occorre fermarsi soltanto per rimuovere (basta soffiarci sopra) i trucioli che intasano la lama quando si dispone il profilo a filo del bordo del pezzo
Come si può notare
il profilo è perfetto.
L’aspetto più divertente, probabilmente, è che l’utensile una volta regolato è talmente semplice da usare che il risultato è garantito.
Anche sul mogano l’azione è rapida ed efficace
I profili arrotondati, di tipo
"fluting", sono particolarmente “aggressivi”, e realizzare una piccola scanalatura a fondo concavo richiede davvero poco tempo