Ciclo Poliuretanico Bicomponente

schedefinituraLe Schede dell'Arca - Finitura

Ciclo Poliuretanico Bicomponente
Info generali

  • Autore : Edoardo

  • Fonte : WEB

  • Data : 12/12/2007

  • Difficoltà di esecuzione :

  • Metodologie di esecuzione : Spruzzo

  • Ambiente di utilizzo : Interni

  • Robustezza :

  • Aspetto : Lucido/Satinato/Opaco

  • Materiali impiegati : Turapori/Fondo Poliuretanico Bicomponente – Finitura Poliuretanica Bicomponente

  • Tipologia ciclo : Poliuretanico Bicomponente

  • Costo :


Descrizione

  • Considerazioni sulla tipologia di vernice e sua conservazione

    Bicomponente o monocomponente, questo il dilemma .....
    Anzitutto vediamo perché si chiama “ bicomponente “ e cosa comporta questa soluzione.
    Le vernici poliuretaniche sono tra le più usate nel settore, e garantiscono una finitura ottimale ed una resistenza all’abrasione di livello di gran lunga migliore rispetto ad altre tipologie di vernici.
    Personalmente, dopo aver usato per anni la nitro, trovo che il risultato finale della poliuretanica sia decisamente migliore.
    Parliamo un attimo della monocomponente. Teoricamente dovrebbe essere più semplice usare un prodotto singolo anziché doverne miscelare due.
    Il fatto è che la monocomponente reagisce all’umidità ambientale, il cui tasso è fondamentale per il raggiungimento di un risultato ottimale e nei nostri piccoli laboratori, che spesso sono cantine, tettoie, garage in “ condominio “, tenere sotto controllo il grado di umidità è ardua impresa.
    Inoltre la monocomponente è facilmente soggetta alla formazione delle tanto temute “ bollicine “.
    Per contro, il film che si forma alla fine della lucidatura ha delle proprietà meccaniche eccellenti.
    Molte aziende, che hanno cabine di lucidatura modello “ Star Trek “ e locali a clima controllato per l’asciugatura, la impiegano con risultati per noi abbastanza utopistici.


    Miscelando vernice e catalizzatore .....
    La bicomponente è una vernice che comporta la miscelazione di due prodotti: la soluzione di resine ed il catalizzatore.

    Questo vale sia per il fondo, o turapori che dir si voglia, che per la finitura.

    Normalmente, la proporzione tra i due prodotti è di due parti di vernice ed una di catalizzatore.
    Comunque, è sempre meglio informarsi presso il venditore, perché alcune case ed alcuni prodotti indicano proporzioni diverse in volume, ed altri ancora indicano le percentuali in peso.


    Si può conservare la bicomponente già miscelata ..... ?
    Un piccolo inconveniente con la bicomponente è che una volta preparata non potete conservarla.
    Al limite, col fondo, è possibile fare una cosa.
    Chiudere, in un barattolo ermetico, quanto è rimasto, aggiungendo del diluente poliuretanico, meglio se del tipo ritardante.
    Meno aria resta nel barattolo, meglio è. Ovviamente si dovrà riporre in un luogo fresco.
    Alla peggio, se l’indomani mattina ci si ritrova con un blocco solido, si butta tutto.

    Se invece è ancora liquido, aggiungere un po’ di diluente ed usarlo tranquillamente.

    Ciò si potrebbe fare anche con la finitura, ma non correrei il rischio.
    Potrebbe fare strani scherzi in asciugatura, e se scartavetrare il fondo è una piccola seccatura, farlo con la finitura diventa una tragedia!
    Meglio preparne una quantità limitata. Meglio rifarla due o tre volte che buttarla.

    Queste sono tutte cose ovvie, ma che vanno dette.
    Comunque, con un po’ di esperienza, si impara a valutare la quantità necessaria e gli sprechi si riducono al minimo.

    Non esiste in pratica una regola fissa del tipo “ con un litro, tot metri quadrati “ perché dipende dalla temperatura, dal tipo di pezzo che state verniciando, se è piano o con cornici o sagomato ecc.


    Stesso catalizzatore per fondo e finitura ..... ?
    Molte case usano un solo tipo di catalizzatore sia per il fondo che per la finitura, altre invece ne adottano un tipo specifico per l’uno e per l’altro.
    Con la finitura bianca spesso si consiglia il catalizzatore antiingiallente.
    Stare molto attenti a non sbagliare catalizzatore, perché poi si potrebbero avere problemi.


    Piccole variazioni nella quantità di catalizzatore .....
    Anche se teoricamente sarebbe possibile variare leggermente la quantità di catalizzatore per avere una asciugatura leggermente più lenta, in modo da favorire la stesura del prodotto; meglio però fare attenzione, perché si rischia di avere una superficie più “ morbida “ e con caratteristiche di resistenza all’abrasione notevolmente ridotte.
    Ovviamente parliamo della finitura.


    E se si scambiano i tappi della vernice e del catalizzatore ..... ?
    Un piccolo rischio da evitare poi è quello di scambiare tra loro i tappi dei barattoli della vernice e del catalizzatore.
    Se nel barattolo della vernice è rimasto poco prodotto, e dal tappo del catalizzatore cade qualche goccia, si rischia di innescare una reazione parziale che rovinerebbe la vernice.

    E' inutile ricordare che è tassativamente vietato lasciare i barattoli al sole o al gelo.



  • Considerazioni sul compressore

    Compro un 25 Litri del Brico oppure un bel 100 Litri ..... ?
    Non tutti trovano giustificato l’acquisto di un bel 100 litri e magari, per le loro necessità, reputano sufficiente un 25 litri del Brico.
    S potrebbe usare un 25 litri, ma gli inconvenienti non mancano.
    Innanzitutto, la portata dell’aria è limitata, e si deve lavorare regolando a mano il pressostato fino ad ottenere un risultato accettabile, anche perché questi compressorini non hanno certo dei manometri affidabilissimi.
    Poi, data la scarsa autonomia, il 25 litri parte praticamente in continuazione, e questo comporta un surriscaldamento dell’aria che non solo accelera la catalizzazione della vernice, ma accentua notevolmente il rischio di veder apparire le tanto temute bollicine sulla superficie verniciata.
    Se proprio non si ritiene giustificato acquistare un 100 litri, usare pure il vostro 25, magari avendo l’avvertenza di lasciarlo riposare ogni tanto e limitando la quantità di lavoro dividendolo in più sedute.


    Tubi spiralati si ..... tubi spiralati no .....
    I famosi tubi spiralati non sono il massimo, in quanto spesso determinano una sensibile caduta di pressione, soprattutto se sono quelli economici in dotazione ai compressorini, di solito di colore arancione.
    È pur vero però che sono comodi.
    Magari cercare di arrivare il più vicino possibile al punto di verniciatura con un tubo per aria compressa di quelli in gomma telata nera, per capirci, e provvedere a raccordare con un paio di metri di spiralato azzurro, che è migliore di quello arancione.


    Condensa e Filtri anticondensa .....
    Meglio averlo il filtro anticondensa, ovviamente.
    Se sul compressore non lo si ha, ricordare di svuotare ogni tanto il serbatoio dall’acqua che si forma al suo interno, pena vederla arrivare nella pistola ed ovviamente sul lavoro che si sta verniciando.

    Il luogo in cui lo si tiene è importante per l’accumulo di condensa.

    Se è particolarmente umido, svuotare il compressore con maggiore frequenza.



  • Considerazioni sulla pistola a spruzzo/aerografo

    Due pistole oppure una sola ..... ?
    Sarebbe meglio averne una per il fondo ed una per la finitura, la prima con ugello da 1,8 fino a 2,0 e quella per la finitura con ugello 1,6/1,7.
    Al limite una sola pistola con ugello 1,7 può essere sufficiente.


    La devo pulire ogni volta che finisco di verniciare ..... ?
    La pistola va perfettamente pulita alla fine di ogni lavoro e conservata con un po’ di diluente nel serbatoio.
    L’ideale sarebbe smontarla ogni volta, soprattutto se si prevede di non utilizzarla per parecchi giorni, e mettere i vari componenti a bagno nel diluente.
    Occhio alla presenza di guarnizioni tipo o-ring che potrebbero sciogliersi nel diluente.


Procedura


  • Preparazione della vernice

    Come preparo la vernice ..... ?
    Per facilitarsi la vita si possono usare dei contenitori di vetro, nello specifico le bottiglie della passata di pomodoro, ovviamente ben lavate e perfettamente asciutte, e mettere due bottiglie di vernice, una di catalizzatore e mezza di diluente.
    Naturalmente si possono usare contenitori più piccoli, tipo i barattoli della marmellata o qualcosa di simile per preparare quantità minori di vernice.


    E la densità della miscela ..... ?
    Esistono i densimetri per preparare una diluizione “ perfetta “ ma, dato che il clima influisce, è meglio fare come descritto ed aggiungere, se necessario, del diluente fino a vedere un getto di vernice che soddisfi.
    Esistono altresì le apposite caraffe graduate e naturalmente si possono usarle con profitto, ma dato che in breve tempo la vernice che si deposita all’interno le opacizza fino a renderle inutilizzabili, meglio fare come descritto.
    Anche perché si può rimettere la vernice rimasta nelle citate bottiglie, e riutilizzarla entro poche ore.

    Inutile dire che si può usare il metodo che più piace.

    L’importante è che si abbia modo di preparare la vernice in modo adeguato.


    Impostare pressione, apertura .....
    Dopo aver preparato il turapori, o fondo che dir si voglia, aver impostato il compressore su una pressione di uscita tra le 2,5 e le 3 atm. e caricato la pistola, si può fare una prova della stessa con un pezzo di scarto, per controllare e vedere alcuni parametri

    Innanzitutto, il rapporto tra aria e vernice, che si regola agendo sia sulla pressione d’esercizio del compressore ( talvolta può servire portare la pressione anche a 3,5 ) che sull’astina che regola l’apertura dell’ugello.
    Se la pressione è bassa e l’apertura dell’ugello eccessiva, si rischia di vedere addirittura la vernice colare, almeno in parte, dalla pistola.
    Per contro, se esce poco prodotto e troppa aria, si avrà una nebulizzazione eccessiva e la vernice non si stenderà adeguatamente.


    Temperatura dell'aria elevata ..... ?
    Anzi, magari in presenza di temperature esterne abbastanza elevate, c’è il rischio che la vernice esca semiasciutta depositando sul lavoro una specie di polvere appiccicaticcia!
    Cosa che avviene anche si è esagerato col catalizzatore.


    Ed ora regoliamo il "ventaglio".....
    Stabilito un adeguato rapporto tra quantità di aria e di vernice, si può passare a controllare il “ ventaglio “, ovvero l’ampiezza del getto di vernice che fuoriesce dall’ugello.
    E’ molto variabile, e dipende sia dal tipo di pistola che dalla densità della vernice.
    Fare qualche prova e vedere quando il getto di vernice copre la superficie in modo regolare.
    Non si abbia paura di fare tentativi.


    Meglio segnarsi i parametri ottimali .....
    Si consiglia, soprattutto le prime volte, di segnare su di un foglio di carta i parametri che si stanno variando.
    Sarà più facile così valutare il risultato dei tentativi fatti.


    Ed ora dove mi metto a verniciare ..... ?
    Partendo dal presupposto che su sta parlando di hobbisti, sia pure di un certo livello, e che quindi difficilmente si può avere a disposizione un locale ad hoc per spruzzare, cercare di valutare al meglio il luogo dove si vernicia, che deve essere ben areato, protetto dal vento e dai raggi diretti del sole ( e ovviamente dalla pioggia! ) il più possibile privo di polvere ed abbastanza lontano dalle abitazioni per evitare che la vernice infastidisca le persone. .


    Meglio proteggersi con una bella mascherina .....
    Proteggere le vie respiratorie! In commercio si trovano molti tipi di maschere adatte allo scopo.
    Ovviamente, se si lavora sotto una bella tettoia all’aperto, non servirà uno tuta da spazio profondo, ma neanche sono da usare le semplici mascherine di carta antipolvere.
    Qualunque sia la soluzione adottata, ricordare che, per la salute, l’inalazione di vernici e solventi non è precisamente un toccasana!



  • Verniciatura

    Ora che tutto è pronto, prendiamo il nostro pezzo e cominciamo.

    Meglio una superficie senza difetti ....
    Anzitutto che sia perfettamente spolverato, messo in piano e poggiato su due listelli di dimensioni inferiori al pezzo che si spruzza, in modo che non si imbrattino di vernice e che possiate utilizzarli per i pezzi successivi.
    Ricordare che la vernice non copre i difetti ma anzi li esalta, per cui curare bene la preparazione scartavetrando adeguatamente.


    Problemi con i diversi tipi di mordenti....
    Se il pezzo è al naturale non servono altri commenti, ma se è tinto ricordare che le tinte all’acqua possono dare qualche problema.
    Chiedere all’acquisto se sono compatibili con l’uso della poliuretanica.
    Quelle all’alcool potrebbero creare strani aloni.


    Ed ora, finalmente, è arrivato il momento di .... premere il grilletto ....
    Il pezzo che si sta verniciando ha una superficie piana e dei bordi in verticale.
    Partire dal lato controvena e dare una passata al bordo verticale tenendo la pistola a circa venti -venticinque centimetri di distanza.


    Velocità, distanza, colature ....
    La velocità della passata ottimale si può valutare intorno ai cinquanta cm al secondo, ma regolarsi un po’ anche da soli.
    Se si stenderà troppo lentamente, si avrà un accumulo di vernice e di conseguenza delle colature, se troppo velocemente, una scarsa copertura.
    Tuttavia non dimenticare che quando si girerà il pezzo sulla facciata opposta, si darà un’altra mano al bordo, quindi non serve esagerare, anche se spesso i bordi “ bevono “ più vernice della superficie.
    Soprattutto col multistrato, col massello “ di testa “ e col famigerato mdf.
    In questi casi, soprattutto con l’mdf, si consiglia di dare ai bordi una passata di fondo usando il pennello, scartavetrare e poi verniciare normalmente.
    Ci si risparmierà qualche citazione … biblica!
    Data la prima passata al bordo, andare sulla superficie.
    Stessa distanza e stessa velocità, partendo dal lato a voi più vicino e spruzzando in avanti in modo che lo spolvero si depositi oltre la passata, e venga coperto dal progredire della verniciatura.
    Si consiglia di far finire ogni passata all’esterno del pezzo in lavorazione per evitare che si depositi eccessiva vernice lungo i lati, con conseguente rischio di formazione di “ cordoni “ e accentuata possibilità di colature sui bordi.


    Ho dato la prima passata, e poi .... bagnato su bagnato ?
    Finita la prima passata, data controvena, dare una passata al bordo opposto, ed applicare lo stesso procedimento lungovena.
    Subito, in gergo “bagnato su bagnato”, ossia non si deve aspettare l’asciugatura!
    La doppia passata incrociata permette di coprire più uniformemente la superficie e di correggere eventuali piccoli “ vuoti “ rimasti tra una passata e l’altra.
    Tenere a portata di mano un barattolo con un pennello morbido a bagno nel diluente, ed usarlo per correggere delicatamente eventuali colature dei bordi.
    Le gocce che si formano sui bordi sono ostiche da eliminare in fase di scartavetratura ed insistendo troppo si rischia seriamente di scolorire ( scoprire ) la tinta.
    Mettere il pezzo al coperto e passare ai successivi.


    Ed adesso, stucchiamo ....
    Terminata la stesura del fondo è arrivato il momento di stuccare.
    Farlo senza esagerare, ma senza tuttavia lesinare.
    Tenere presente che lo stucco di solito tende a ritirarsi, quindi curare che sul punto da stuccare ci sia una piccola “ montagnola “ che compensi il ritiro da asciugatura.
    Scartavetrato e accuratamente spolverato il pezzo, passare alla finitura.
    Si tratta di seguire le stesse identiche procedure con un pelino di attenzione in più.
    Scartavetrare il fondo è necessario, ma doverlo fare sulla finitura a causa di fretta o superficialità è una bella seccatura.


    Il lavoro dovrebbe essere finito.



Note Finali


E se, nonostante tutto, è uscita una bella colatura .... ?
Tenere a portata di mano il pennello a bagno nel diluente per correggere con mano leggera eventuali colature.


Cosa uso per filtrare la vernice .... ?
Versando la vernice nel serbatoio della pistola, filtrarla con gli appositi imbuti forniti di filtro.
Meglio evitare l’uso di calze di nylon, tipo i collant, perché il diluente potrebbe creare un parziale scioglimento della calza ed “ inquinare “ la vostra vernice.
Alcune pistole sono corredate da piccoli filtri sul fondo del serbatoio che impediscono a grumi ed impurità di finire nell’ugello.
Se ci si accorge che la fuoriuscita del prodotto diminuisce, controllare e pulire il filtro che potrebbe essersi intasato.
Magari, quando si finisce di svuotare il serbatoio, mettere un goccio di diluente e, spruzzando, ripulire i condotti e l’ugello.


E se, verniciando, si intasasse l'ugello .... ?
Durante la verniciatura potrebbe depositarsi un po’ di vernice sui fori di uscita dell’aria ai lati dell’ugello.
Tenere al limite un piccolo spazzolino di rame per pulirli e ripristinare una corretta fuoriuscita d’aria.


Oggi è una bella giornata. Che faccio, vernicio .... ?
Se si vernicia in inverno, cercare di farlo nelle ore più calde e, al contrario, in estate in quelle più fresche.
Ottimale sarebbe farlo al mattino presto, poichè si evitano quasi del tutto i dannati moscerini!


Moscerini in agguato .... ?
Nel caso in cui cada un moscerino sulla superficie che è in fase di spruzzatura, non farsi prendere dal panico.
Quasi sempre è sufficiente appoggiarci sopra con delicatezza, fino a sfiorare la superficie, la punta del dito, e si vedrà che vi resterà attaccato il moscerino.
La piccola traccia lasciata dal dito si richiuderà dato che la vernice è ancora in fase di stesura.
Altrimenti correggere con la seconda passata o con una veloce stesura fatta a tutta lunghezza, mai solo sul punto incriminato.


Attenzione al silicone ....
Occhio alla presenza di silicone in ogni forma.
Se per esempio si tocca il legno con le mani od uno straccio con tracce di silicone, si vedranno apparire delle antipatiche chiazze dove la vernice si ritrae, lasciando dei veri buchi nelle stesura.
Se accadesse ciò, cercare di buttarci un po’ di vernice in più e, quando si scartavetrerà ( ovviamente si parla del fondo ), spianare e pulire i punti incriminati con uno straccetto con diluente, senza esagerare.



Beh, a questo punto buon divertimento.....



by ArcaDiLegno - 2007

Edoardo - Mer 12 Dic, 2007 12:37 Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento

 

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