Scalpelli Europei A Confronto (1)

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Scalpelli europei bevel edge a confronto: Parte I
Info generali

  • Autori :



  • Data : 18/11/2009


  • Principali Materiali ed Attrezzature impiegate :

    Gli attrezzi oggetto del test

    1. VALEX ORANGE LINE 1462993

    2. STANLEY DYNAGRIP 0-16-873

    3. BAHCO 425-12

    4. STUBAI 3570-13

    5. ECEF 1115-12

    6. HIRSCH FIRMER CHISEL

    7. TWO CHERRIES MIRROR POLISHED

    8. ASHLEY ILES MK2

    9. LIE-NIELSEN BEVEL EDGE SOCKET CHISEL



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    Le attrezzature impiegate

    • Calibro Palmer (Micrometro) centesimale per esterni:
      Borletti MEL 1W - 0:25 mm. +/- 0.01 mm. - 20°C

    • Calibro centesimale a quadrante:
      Starrett 1201M-150 - 0:150 mm. - +/- 0.01mm.

    • Riga di precisione Starrett C635-300 mm. +/- 0.5 mm.

    • Squadra di controllo Preisser DIN 875/0 - 75x50 mm.

    • Squadra di controllo Preisser DIN 875/0 - 100x70 mm.

    • Bilancia digitale 0:5Kg. +/- 1gr.

    • Carta abrasiva Grit 240, 1000

    • Affilatrice elettrica WorkSharp WS3000

    • Guida di affilatura Veritas MK2

    • Pietre sintetiche ad acqua Grit 3000, 6000, 10000

    • Mattonella MDF con pasta levagraffi



Introduzione


Gli scalpelli con geometria della lama di tipo "bevel edge"

La tipologia di scalpelli europei che oggi prenderemo in esame, ossia quella dotata di geometria della lama di tipo "bevel edge", o a "lama smussata", è a ragione considerata una tipologia di attrezzo di impiego universale, utilizzata sia per lavori di falegnameria generale, come pareggio, scavo di piccole mortase, scavo di sedi per cerniere a libro, sia per la rifinitura di incastri, laddove la geometria del ferro permette allo stesso di penetrare più facilmente nelle parti dell'incastro di più difficile accesso.

Si pensi ad esempio alla rifinitura di un incastro a coda di rondine, laddove i fianchi formano un angolo acuto con la base.

E' una tipologia di attrezzo che non dovrebbe mai mancare in un laboratorio di falegnameria, sia esso di tipo hobbistico che professionale.


La geometria di tipo "bevel edge"

Tale denominazione deve la sua ragione alla forma della sezione della lama con la quale è fabbricato uno scalpello appartenente a tale famiglia.

Infatti, se si analizza la lama in sezione

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si può notare che i fianchi sono di forma trapeziodale fino ad un certo punto, per poi diventare verticali o quasi.

Ed è proprio l'entità di quella parte verticale che darà un'indicazione di quanto l'attrezzo possa essere utilizzato per rifinire incastri ad angolo acuto; infatti, quanto più piccola essa è, tanto più lo scalpello sarà adatto all'impiego.


Gli scalpelli oggetto del test

In questo test prenderemo in esame 9 marche diverse di scalpelli di tipo "bevel edge", le cui lame sono fabbricate con i diversi tipi di acciaio di norma utilizzato nella fabbricazione delle lame degli attrezzi utilizzati in falegnameria.

Qui di seguito

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alcune delle principali caratteristiche dei materiali impiegati nella fabbricazione degli scalpelli utilizzati nel test, nonchè il relativo prezzo, che è però da considerarsi puramente indicativo data la sua estrema variabilità da venditore a venditore.


Descrizione

Per prima cosa, abbiamo rilevato le principali misure su tutti e 9 gli scalpelli, il cui schema può essere riferito alla foto seguente

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relativo allo scalpello guida (Stanley Dynagrip).


Le misure rilevate

Le misure rilevate sui 9 esemplari sono state le seguenti

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Come si potrà notare dalla tabella precedente, nell'ambito di una stessa tipologia di scalpello le misure possono variare anche considerevolmente da marca a marca, rendendo una marca di scalpello più o meno adatto all'uso che se ne intende fare.

Soltanto a titolo di esempio, si potrà notare che il Valex è quello meno adatto a rifinire gli incastri a coda di rondine, dato che l'entità della parte verticale dei fianchi è risultata essere quella di gran lunga maggiore rispetto a tutti gli altri.


Lo scalpello guida

Per illustrare la procedura di preparazione al test degli scalpelli considereremo, come scalpello guida, lo Stanley Dynagrip, che al momento dell'acquisto si presentava così

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con un bevel principale impostato in fabbrica a circa 25°, ed un fondo sicuramente da spianare e preparare adeguatamente.


Spianatura del fondo ed affilatura

Questa volta abbiamo utilizzato, per tali operazioni, un metodo "misto", basato sull'utilizzo di una macchina affilatrice elettrica WorkSharp WS3000

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per la spianatura del fondo e la formazione del bevel principale, di pietre sintetiche giapponesi ad acqua

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per la lucidatura del fondo stesso, e delle stesse pietre in unione alla guida di affilatura Veritas MK2

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per la formazione del microbevel e del filo.


Si noti che tutte le operazioni in cui è stata impiegata la WS3000 possono essere ovviamente portate a termine anche usando metodi tradizionali, tramite l'impiego di pietre diamantate oppure carta abrasiva incollata sulla lastra di vetro, ma con un dispendio di tempo ed energie notevolmente maggiori.


  • Eliminazione della vernice protettiva

    Poichè tutti gli scalpelli presentavano sull'intera lama uno strato di vernice protettiva antiossidazione (cromata per Hirsch e Two Cherries, trasparente per tutti gli altri), per prima cosa abbiamo provveduto ad eliminarlo dal fondo (che dovrà poi essere scrupolosamente preparato).

    Si è pensato di eliminare preventivamente tale strato per non correre il pericolo di intasare gli abrasivi di cui è dotata la macchina affilatrice.

    Al posto di uno sverniciatore chimico, ci siamo questa volta serviti del metodo "meccanico", più fruibile e semplice da utilizzare.

    Abbiamo utilizzato della carta abrasiva grana 240 incollata su una lastra di vetro per intaccare lo strato superficiale di vernice ( Foto 1 e Foto 2 )

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    Eliminazione della vernice protettiva dal fondo


    Abbiamo poi completato l'opera adoperando manualmente un pezzo di spugnetta abrasiva della 3M ( Foto 3 ), in modo da poter asportare velocemente lo strato di vernice rimanente.

    Come si può notare ( Foto 4 ), lo scalpello è ora pronto per la successiva fase di spianatura del fondo.



  • Spianatura del fondo

    Come accennato, ci siamo serviti della WorkSharp WS3000 per la spianatura del fondo.

    Con la sua vasta scelta di abrasivi, l'utilizzo di tale macchina permette velocemente e con poco sforzo di spianare adeguatamente il fondo di una lama.

    Per prima cosa, abbiamo utilizzato l'abrasivo 80 Grit per poter spianare velocemente la lama, l'abrasivo 220 Grit per eliminare i profondi graffi lasciati dal precedente, e gli abrasivi di grana 400 Grit e 1000 Grit per poter donare al fondo un'ottima preparazione per la successiva fase di lucidatura sulle pietre giapponesi.


    Prima però dovremo provvedere alla formazione del bevel principale.



  • Formazione del bevel principale

    Per effettuare questo test comparativo, si sono dotati tutti gli scalpelli di un bevel principale di valore pari a 30°, non solo perchè tale valore è di solito quello di impiego universale su legni di svariata natura, sia di bassa che di media durezza, e con figurazione anche un pò più complessa, ma anche per scongiurare il pericolo dell'insorgenza di microfratture nel bevel del Lie-Nielsen che, avendo la lama in acciaio A2, sarebbe potuto andare incontro a questo fenomeno nel caso in cui l'angolo di bevel principale avesse assunto un valore inferiore a circa 30° ( che è poi il valore di angolo preimpostato in fabbrica dalla Lie-Nielsen stessa ).

    Anche qui abbiamo utilizzato, come già accennato, la WorkSharp WS3000.


    Sbozzatura del bevel principale

    Predisposta la macchina per un bevel principale pari a 30°, abbiamo velocemente formato il bevel stesso, iniziando con l'abrasivo 80 Grit, e continuando con gli abrasivi 220 Grit, 400 Grit e 1000 Grit, non trascurando di effettuare di tanto in tanto una passata su della carta abrasiva 1000 Grit incollata sulla solita lastra di vetro, effettuata solo a tirare e tenendo il fondo ben adeso alla superficie della stessa, al fine di eliminare la bava metallica che si veniva a formare durante la lavorazione proprio dalla parte del fondo.


    Alla fine

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    abbiamo ottenuto un bevel principale non solo ottimamente rifinito

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    e pronto ad accogliere il microbevel, ma anche perfettamente piano.



  • Lucidatura del fondo

    E' venuto adesso il momento di effettuare la lucidatura del fondo dello scalpello, precedentemente preparato con la WorkSharp.


    Ci serviremo delle pietre sintetiche giapponesi ad acqua

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    di grana rispettivamente 3000, 6000 e 10000, nella successione indicata, e la cui superficie era stata ovviamente da noi spianata in precedenza.


    Durante le operazioni di lucidatura, si badi che il fondo rimanga sempre ben adeso alla superficie delle varie pietre.


    Un passaggio sulla solita mattonella MDF con pasta levagraffi

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    concluderà l'operazione.



  • Creazione del bevel secondario

    E' venuto adesso il momento di dare alla lama il bevel secondario.

    Ci serviremo, come gia accennato, della guida per affilatura Veritas MK2 in congiunzione con le pietre sintetiche ad acqua, di grana rispettivamente 6000 e 10000

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    Settaggio della MK2

    Per avere maggiore spazio a disposizione nella fase di controllo della perpendicolarità della lama alla guida mediante l'uso delle squadrette di precisione, abbiamo settato la MK2 per un angolo di 30 gradi sfruttando la posizione della slitta mobile della stessa con riferimento al settore rosso ( High Angles )

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    e predisponendo il jig di allineamento lama per lo stesso settore

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    In tal modo, a parità di angolo di bevel, la protusione della lama dalla guida aumenta, permettendoci un uso più accurato ed agevole delle squadrette di controllo.


    Abbiamo poi settato il pomello di impostazione del microbevel

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    in posizione ad "ore sei", impostando così un microbevel del valore di circa due gradi.


    Dopo aver montato il jig sulla guida, e montato lo scalpello sulla stessa

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    blocchiamo la lama e, tolto il jig, controlliamo con delle squadrette di precisione la perfetta perpendicolarità della stessa

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    rispetto alla guida.

    Eventuali piccoli aggiustamenti potranno essere apportati dando piccoli colpetti al manico dello scalpello, in un senso o nell'altro, fino a quando lama e guida non saranno perfettamente perpendicolari.


    Incominciamo adesso la formazione del bevel secondario

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    iniziando con la pietra di grana 6000, ed effettuando soltanto passate "a tirare" per evitare che lo scalpello si impunti sulla pietra rovinandola.


    Si badi ad eliminare di tanto in tanto la bava metallica che si forma dal lato del fondo, passandolo di piatto

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    sulla pietra di grana 10000 nel senso indicato dalla freccia, e stando ben attenti a mantenerlo ben adeso alla superficie della pietra stessa per non correre il rischio di creare, anche se piccolo, un "back-bevel" che, su uno scalpello, potrebbe creare più problemi che benefici (si pensi per esempio all'utilizzo dello stesso come scalpello da "pareggio").


    Passiamo ora alla rifinitura del bevel secondario sulla pietra di grana 10000, usando le stesse accortenze.

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    Dopo poche passate sulla pietra, e dopo il consueto passaggio sulla mattonella MDF con la pasta levagraffi

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    anche il bevel secondario è terminato.



    Abbiamo ovviamente provveduto ad effettuare le stesse operazioni sin qui descritte, dalla spianatura del fondo alla formazione del bevel secondario, su tutti gli altri scalpelli

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    oggetto del test.


    Per quanto riguarda la spianatura del fondo, unica eccezione è stato il Lie-Nielsen che, essendo dotato di un fondo già perfettamente spianato di fabbrica e rifinito a 400 Grit, ha avuto soltanto bisogno della rifinitura dello stesso sulla WS3000 con abrasivo a 1000 Grit, per poi essere lucidato sulle pietre come tutti gli altri.

    Relativamente alla lavorabilità delle varie lame, quelle in A2 e HSS si sono presentate più "dure" da lavorare, come del resto era da aspettarsi, mentre tutte le altre ne hanno presentato una ottima.

    Da notare che il Valex, in fase di lavorazione, ha prodotto un'antipatica limatura magnetizzata ed abbastanza grossolana, mentre per tutti gli altri il fenomeno è stato trascurabile.


    Siamo pronti adesso ad affrontare una "prova su strada" dei 9 scalpelli.



    by ArcaDiLegno - 2009



Visitatore - Mer 18 Nov, 2009 19:08 Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento

 

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