Laboratorio da zero

Da incisore, 13 Ott 2021.

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Da incisoreSesso: Uomo Inviato: Mer 13 Ott, 2021 14:22 #1
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LABORATORIO DA ZERO

Spero di soddisfare  con questo intervento le molte perplessità che nel tempo via via  si sono manifestate circa l’allestimento di un laboratorio di falegnameria da hobbista .
Sia chiaro che non voglio assolutamente elevarmi ad un ruolo di “Maestro” che non ho, mi fa semplicemente piacere condividere con voi una traccia di configurazione che credo possa essere utile per chiarirsi le idee.

LO SPAZIO A DISPOSIZIONE

La prima cosa da tenere in considerazione quando ci si accinge a creare un posto dove fare trucioli è appunto lo spazio a disposizione.
Le dimensioni sono fondamentali come pure la collocazione., nel senso che saranno determinanti sia per definire cosa vorremo realizzare, sia quali macchine potremo eventualmente inserire.
Se intendiamo lavorare con strumenti prettamente manuali ed è nostra intenzione realizzare piccoli manufatti, anche uno spazio risicato può bastare e, al limite, anche un angolo del nostro appartamento potrebbe andare bene.
Ma se intendiamo utilizzare elettroutensili o macchine stazionarie, dovremo tener conto anche di altri parametri.
Per poter lavorare pannelli o tavole di dimensioni anche intorno al metro, dobbiamo avere uno spazio vitale tutto intorno che ci consenta di lavorare in sicurezza agevolmente, quindi almeno 5/6 mq sono il minimo sindacale.

IL PRIMO BANCO

Una cosa fondamentale per chiunque voglia svolgere un hobby che comporti attività manuali è, oltre allo spazio, un piano di appoggio, ora molti hanno il desiderio di realizzarsi un bel banco da lavoro in stile roubo o inglese e ciò è comprensibile, tuttavia ci si deve confrontare sia con lo spazio a disposizione sia sulle difficoltà oggettive nel realizzarlo.

Quindi prima di inerpicarsi nella costruzione di un banco classico, è opportuno iniziare dal basso ad esempio con un classico banchetto tipo “workmate” della B&D o un suo clone; costa poco ed è molto versatile essendo dotato anche della funzione morsa, è richiudibile e sufficientemente stabile quando aperto.
Consigliabile anche dotarsi di un paio di cavalletti, credetemi servono sempre.

GLI ATTREZZI PER COMINCIARE

Per iniziare non servono grandi cose:
Una sega
Una pialla n° 4
Una squadra
Un metro
Un trapano completo di punte
Un martello
Uno scalpello da legno
Un set di cacciaviti

Perché questi strumenti?
Semplice perché sono gli strumenti basilari per poter  misurare, tagliare, rettificare, forare il legno che vorremo plasmare.
Ora la domanda che sorge spontanea è: “si ma quali? Al Brico li trovo?”
In linea di massima si, un Brico ben fornito è senza dubbio in grado di offrire tutto anche se la qualità è quella che è, ma per iniziare può anche andare.
Dobbiamo anche tener conto che comunque qualsiasi attrezzo decideremo di prendere dovremo necessariamente tenerlo in efficienza per poter ottenere il meglio da esso, quindi lame ben affilate in primis e su questo punto vedremo più avanti come fare.

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Da ac445abSesso: Uomo Inviato: Gio 14 Ott, 2021 00:00 #2
 
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Ottimi suggerimenti per un'attrezzatura basic.
Il workmate o simili non li preferisco molto. Troppo esigui come piano di appoggio e piuttosto bassi per lavorarci comodamente.
Come primo banchetto propongo una soluzione salvaspazio di facile realizzazione e che richiede solo un paio di metri di parete libera; potrà essere sempre sfruttato anche come banco ausiliario:

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Praticamente è un longherone avvitato saldamente al muro su cui si snoda un piano pieghevole incernierato ad esso. Le gambe sono chiudibili. Ha due cani regolabili in altezza. Da completare aggiungendo una morsa.

P.S. Cmq un workmate tornerebbe utile per costruirlo   

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Ciao,
Giuliano

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Ultima modifica di ac445ab il Gio 14 Ott, 2021 00:03, modificato 1 volta in totale

 
Da incisoreSesso: Uomo Inviato: Gio 14 Ott, 2021 14:56 #3
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Certamente Giuliano condivido il tuo punto di vista, tuttavia se proprio devi iniziare da zero e non hai spazio per  attaccare un tavolo (pensa a chi lavoricchia in appartamento ed ha l'esigenza di rimettere via tutto a fine lavoro ripristinando il luogo), il workmate può andare.
Naturalmente in questa fase parliamo di chi parte da zero, sia che abbia intenzione di crescere, sia invece per chi ha delle perplessità e non ha le idee ben chiare se proseguirà o meno; è ovvio che poi ci renderà conto delle crescenti esigenze (la dove ci saranno) e di conseguenza ci si adoprerà per soddisfarle.

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Da ac445abSesso: Uomo Inviato: Gio 14 Ott, 2021 20:58 #4
 
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Hai ragione Marco,
In effetti per fare qualunque cosa anche semplice hai bisogno di un appoggio stabile e un sistema di fissaggio e il workmate può essere di aiuto.
O anche due cavalletti e una tavola spessa.

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Ciao,
Giuliano

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Da lapinSesso: Uomo Inviato: Lun 18 Ott, 2021 12:37 #5
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Condivido pienamente il consiglio dell'uso di un Bench & Vice per iniziare. L'ho spesso consigliato a chi doveva lavorare su piani improvvisati tipo il tavolo da cucina. Anche poi disponendo di un banco fisso, il B&V risulta sempre utile come morsa improvvisata, piano di appoggio, cavalletto, etc. E quando non ti serve lo riponi in pochissimo spazio.

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Giuseppe.

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Da incisoreSesso: Uomo Inviato: Gio 18 Nov, 2021 14:50 #6
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GLI ELETTROUTENSILI

Nessuno ci vieta naturalmente di decidere subito di dotarci di elettroutensili, ma la dotazione base per iniziare a mio avviso cambia di poco, e mi spiego:
Quando molti anni fa iniziai questo hobby, agli strumenti sopra elencati aggiunsi un seghetto alternativo (che ho tuttora dopo 45 anni); per moltissimo tempo fu l’unico elettroutensile, oltre al trapano, che utilizzai.
Esso ci permette di fare rapidamente tagli sia dritti che curvi, certamente non molto precisi (per questo serve la pialla) senza spendere grosse cifre.
L’alternativa è una sega circolare, che è senza dubbio più precisa del primo ma consente solo tagli dritti, vi è da dire però che volendo la si può montare rovesciata su un banco per ottenere un banchetto di taglio, ma questo è un altro discorso che magari vedremo in seguito.

Quando parliamo di elettroutensili ci si apre un mondo, oggi esiste una varietà di marche e modelli per tutte le tasche e per ogni esigenza, ma quali sono quelli fondamentali?
Volendo iniziare da zero e fatti salvi gli utensili manuali di cui sopra che ritengo comunque indispensabili, gli attrezzi basilari sono:

Una sega circolare o a nastro o al limite anche un seghetto alternativo, ma nessuno ci vieta di optare per un buon banchetto sega da hobbysta (scelta consigliabile)
Una fresatrice o al limite un rifilatore; tenendo conto però che mentre la prima svolge benissimo le operazioni del secondo, non è vero il contrario soprattutto per la potenza espressa dal motore.
Un set di frese di buona qualità
Una levigatrice (rotoorbitale)

Ora fermiamoci un momento ed andiamo ad analizzare più nel dettaglio tutti questi attrezzi.

LA SEGA:

Partiamo dal concetto che il primo strumento che probabilmente è stato creato dall’uomo è stato lo scalpello e da questo, ovvero dal suo concetto tecnico, siano derivati tutti gli altri.
La sega è una derivazione concettuale dello scalpello, mentre il secondo asporta il truciolo singolarmente  sulla spinta di un martello o semplicemente da quella esercitata dalla forza impressa sul manico, la seconda può essere vista come una evoluzione per moltiplicazione del tagliente con conseguente riduzione della forza applicata.
Quindi nel caso di una sega bisogna aver chiaro il concetto che è la sega in quanto tale a tagliare, ed è molto più importante la sua affilatura invece della forza applicata; una forza eccessiva non aumenterà in nessun caso la capacità di taglio.
Come vediamo dalle immagini le seghe manuali più comuni sono quelle illustrate, dal classico segaccio da falegname alle seghe giapponesi più performanti che oramai troviamo anche al brico.
La prima senza dubbio è uno strumento basico che va bene per sezionare grossolanamente assi e tavole, le seghe giapponesi invece permettono tagli di una notevole precisione e pulizia su legni diversi, sia lungo vena che traverso vena.
La prima ha la possibilità eventuale ( e remota) di riaffilatura e stradatura, le seconde no, ma hanno hanno la caratteristica di mantenere il filo tagliente come rasoi per molti anni.
Le seghe giapponesi possono essere declinate con dentature diverse per adattarsi meglio al tipo di taglio desiderato.

Rimanendo in tema seghe vediamo anche la loro declinazione come elettroutensile.
Naturalmente l’azione svolta è sempre la stessa, ovvero l’asportazione del truciolo, e anche in questo caso è sempre la qualità e la conformazione della lama a fare la differenza; denti più radi faranno un taglio meno pulito rispetto a denti più fitti, ma saranno anche più indicati se intendiamo eseguire tagli lungo vena, questo perché avremo sia maggior spazio per l’espulsione del truciolo sia minor attrito tra le fibre, mentre nella troncatura trasversale maggiori sono i denti minore sarà la possibilità di strappare le fibre e quindi avremo tagli puliti.
A tale proposito non dobbiamo dimenticare che l’energia cinetica espressa dalla lama durante il taglio si trasforma in energia termica che si trasmette al materiale tagliato, tale energia inevitabilmente comporterà delle dilatazioni che potrebbero anche comportare una chiusura del pezzo sulla lama con conseguenze imprevedibili.
Per questo motivo durante le operazioni di taglio con un elettroutensile, è buona norma prevedere la dilatazione del pezzo, ovvero non vincolarlo su tutti i lati.
Quindi che sia una sega circolare, una bindella o un seghetto alternativo, le accortezze di base devono essere le stesse; diciamo che in genere una semplice guida laterale è più che sufficiente a garantire una discreta precisione in tutta sicurezza.

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