Arcapedia - Mole Abrasive E Dintorni

Da utente123, 08 Mar 2014.

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Da utente123Sesso: Uomo Inviato: Lun 10 Mar, 2014 00:23 #16
 
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Da utente456Sesso: Uomo Inviato: Lun 10 Mar, 2014 09:42 #17
 
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Bellissima iniziativa! Grazie master
ho memorizzato le tabelle ma so già che quando mi serviranno non riuscirò a trovarle mi succede sempre così

____________
Ciao

 
Da anonimo22 Inviato: Mar 11 Mar, 2014 11:49 #18
 
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utente123 ha scritto: 

Visto che si è parlato di mole abrasive ho voluto aprire una nuova discussione nella speranza che altre info possano essere inserite per arricchire l'argomento.


Grazie, Vincenzo, hai avviato una discussione su un argomento molto interessante e grazie per gli altrettanti interesanti dati che hai inserito.
Voglio contribuire anch'io con alcune informazioni che ricalcano e amlpiano quelle che hai postato tu, ma prima lasciatemi fare una breve digressione OT per inquadrare meglio l'autore delle informazioni  che riporto integralmente più sotto.

Prima che venissero inventati i forums (o meglio i fora, visto che si tratta di una parola latina) come li conosciamo noi oggi, esistevano degli altri mezzi per fare delle discussioni pubbliche, aperte a tutti.
Si chiamavano Newsgroup e ne esistevano a migliaia sparsi in tutto il mondo ed anche in Italia ne avevamo dieverse decine divisi ovviamente per argomento (si chiamava "la gerarchia italiana").
Io ne parlo al passato, ma per la verità esistono ancora, solo che sapete com'è... Video killed the radio star...
Erano dei forum antelitteram, ma solamente testuali e per leggerli servivano dei software appositi simili ai programmi per gestire la posta elettronica.
Non c'era bisogno di alcuna registrazione, ma per accedervi bastava un indirizzo di posta elettronica e, udite-udite, la stragrande maggioranza dei newsgroup non era moderato.
So cosa state pensando: che la combinazione di forte anonimato e l'assenza di moderazione rendevano i newsgroup il pascolo ideale per flamer, troll e spammer.
Ed in effetti ce n'erano alcuni. Pensate che c'era addiritura un newsgroup dedicato ai litigi (it.discussioni.litigi) che talvolta era uno spasso da leggere e anche da frequentare.
Ora state pensando che per i motivi sopra elencati, i newsgroup non moderati fossero degli spazi invivibili.
E invece no, perchè la maggior parte dei frequentatori aveva una certa "cultura internettiana" che permetteva loro di gestire i flamer e i troll. In una maniera molto semplice: non dando loro da mangiare.
Perchè da che internet è internet, i flamer e i troll si nutrono di attenzione. Togliete loro attenzione e se ne andranno alla stessa velocità con cui erano arrivati. "Don't feed the troll" si usava dire.
Poi anche i software venivano in aiuto perchè ognuno poteva inserire un utente nella propria personale black list e da quel momento smetteva di vedere i suoi messaggi. Ma spesso si trattava semplicemente di filtri mentali: vedevi un post di un determinato utente e lo saltavi senza leggerlo.
Stesso discorso se c'era qualcuno nel gruppo che ti stava antipatico: lo filtravi (mentalmente o via software) e smettevi di vedere i suoi messaggi. E vi assicuro che le flame war erano veramente poche.

Bon, finito il pistolotto, che spero che possa aiutarci tutti a gestire personalmente (dont feed the troll) eventuali situazioni critiche come ce ne sono state diverse ultimamente qui sull'arca, senza chiedere (o pretendere) l'intervento di mamma moderazione (che poi il miglior moderatore è quello che non c'è bisogno che intervenga), passiamo al newsgroup da dove provengono le informazioni sottostanti: it.hobby.fai-da-te.

A dispetto del nome denigrante (purtroppo ormai hobby, fai da te, bricolage, bricoleur sono diventati termini da sfigati) era un newsgroup frequentato anche da persone monto esperte e altamente competenti.
Uno di questi, decisamente il più compentente per le questioni inerenti alla meccanica, era Paulhass il nickname di Luigi Perissinotto. Stavolta ne parlo al passato perchè purtroppo è deceduto.
Oltre ad avere una cultura immensa (come immensa pare che fosse la sua libreria tecnica) era anche una pesona squisita sempre pronta ad aiutare il prossimo, ma la cosa più importante per un gruppo di discussione solamente testuale, aveva un eloquio tecnico che io invidiamo moltissimo. Pur utilizzanto tutta la terminologia tecnica adeguata riusciva a spiegare le cose in una maniera altamente comprensibile anche ai più profani.
In quel gruppo era una vera leggenda e nel caso che queste mie parole vengano lette per caso da qualcuno dei suoi eredi o conoscenti,  voglio dirvi che Luigi era una persona stupenda che io stimavo moltissimo e se voleste contattarmi, mi piacerebbe conocere qualcosa di più delle sua vita privata.

Finito anche l'epitaffio veniamo al suo breve corso sulle mole abrasive che potete trovare in molti posti su internet e io mi limito a linkare Google Gruppi:
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.hobby.fai-da-te/ROkjFvVyH7Q
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.hobby.fai-da-te/inAOwaT8wdo

-------

Mole abrasive & Co. - Corso breve per bricoleurs.

Lezione N° 1.
(Dove si spiega che tutto ha inizio dalla carta vetrata,
e si spiega come utilizzare mole tenere per molare
materiali duri, e mole dure per molare materiali teneri).
------------------------------------------------------

Cominciamo quindi dalla carta vetrata, che altro non è che
un supporto sul quale sono collate minuscole particelle abrasive.
Ciascuno di questi granuli taglienti si comporta come un piccolo
dente di lima, avente la capacità di asportare, sotto la pressione
di lavoro, un microscopico truciolo di materiale.
Se si insiste, il granulo tagliente si smussa, e non taglia più.
Oppure si staccherà dalla carta o tela di supporto, rendendola
via via meno efficace, con grande gioia del nostro ferramenta.
L' ideale sarebbe che,  man mano che si consumano i granuli
abrasivi, altri (nuovi) prendessero il posto di quelli usurati.
Ecco, ci siamo già arrivati !
Una mola  altro non è che un utensile abrasivo formato da tantissimi
granelli taglienti dispersi in un impasto di supporto, avente la capacità,
durante il lavoro, di rinnovare continuamente il "filo" tagliente, in
quanto man mano che si usurano i granelli abrasivi questi vengono
sostituiti da altri nuovi.
Altra ovvia caratteristica è quella di essere un solido di rivoluzione,
per poterla fare girare e quindi avere una certa velocità di lavoro.
Ma non è detto che tutti i solidi abrasivi siano di forma rotonda.
Alcune macchine di rettifica, ad esempio i lapidelli, lavorano con
inserti abrasivi di forma prismatica, che strisciano sul pezzo in lavoro
trascinati dal piatto della macchina.
Cose che non ci interessano. Torniamo alle mole rotonde.
Abbiamo detto che sono composte da un abrasivo e da un impasto
di supporto.
Ma di quale tipo ?
Così come le carte abrasive non sono tutte uguali, anche  le mole
hanno un sacco di opzioni a seconda del tipo di impiego previsto.
Dobbiamo tener conto quindi delle seguenti varianti :
- natura dell' abrasivo
- grana dello stesso
- durezza della mola
- struttura della mola
- tipo di impasto (detto anche agglomerante).
Combinando in vario modo gli elementi di cui sopra, si ottengono
un' infinità di utensili, adatti ad ogni possibile applicazione, dalle
piccolissime mole di pochi millimetri di diametro che usiamo sul
nostro Dremel sino alle gigantesche mole profilate che si usano
sulle rettificatrici a tuffo usate nell' industria automobilistica, per
esempio in grado di eseguire, incredibilmente, una completa rettifica
di un albero a camme di un motore d' auto in un tempo di pochi
secondi !
Vediamo le varianti una ad una.

NATURA DELL' ABRASIVO :
In ambito tecnico, è identificato da una lettera maiuscola, e può
essere uno dei seguenti :
A - Corindone o Alundum
B - Nitruro o carburo di Boro
C - Carburo di Silicio
D - Diamante
Permettetemi qualche divagazione sui signori di cui sopra :
-La durezza dell' abrasivo è crescente dalla lettera A alla D.
-Il Corindone è un abrasivo naturale, mente l' Alundum è artificiale,
ed in pratica altro non è che ossido di alluminio. Le mole composte
con tali materiali sono di colore grigio, o rosa, o bianco.
-I composti del Boro non sono di uso frequente, ed io in verità non
  ho mai avuto occasione di vedere mole che li impiegassero.
-Il Carburo di Silicio, chiamato anche Carborundum, è particolarmente
adatto a lavorare materiali durissimi, come ad esempio il Widia.
E' normalmente di colore verde, ma si può trovare anche  nero.
-Il Diamante, per noi poveretti, è accessibile solo con le piccolissime
mole a gambo da montare sul Dremel, ma se bazzicate le bancherelle
dei "Polacchi" potrete trovare mole diamantate con diametri di riguardo,
anche nella versione con matrice in gomma flessibile.

GRANA  DELL'   ABRASIVO.
E' l' indice della "finezza" dei granelli abrasivi della mola, un po' come
con le carte o tele abrasive. Si identifica allo stesso modo di queste,
con un numero di due o tre cifre che indica la quantità di fili per
pollice formanti una maglia entro la quale possono passare i granelli.
Mi spiego meglio : un abrasivo "grana 80" è composto da granelli i
quali possono atteraversare una rete fatta con una maglia composta
da 80 fili per pollice, cioè 80 fili ogni 25,4 millimetri.
Gli indici comunemente accettati sono :
- 8, 10, 12                   grana molto grossa
- 14, 16, 20, 24           grana grossa
- 30, 36, 46, 54, 60     grana media
- 70, 80, 90, 100, 120 grana fine
- 150, 180, 220, 240   grana molto fine

DUREZZA DELLA MOLA .
Contrariamente a quanto si crede, la durezza di una mola non è la
durezza dell' abrasivo (che dipende dalla natura dello stesso), ma
la "consistenza" della matrice che trattiene, nella sua massa,
i granelli abrasivi. La matrice, infatti, ha il compito di dare alla mola la
necessaria consistenza e di trattenere i granelli sino a che questi sono
atti a lavorare. Quando i granelli sono smussati e quindi diventati poco
taglienti, l' impasto deve lasciarli staccare per far posto ai nuovi.
Una mola è dura quando trattiene a lungo i granelli, tenera quando
lascia staccare facilmente l' abrasivo.
Attenzione, quindi !
Le mole dure sono adatte a lavorare materiali  teneri, perchè i granelli
non si consumano facilmente, e possono lavorare a lungo.
Le mole tenere, invece, vanno bene per i materiali duri, perchè i granelli
si consumano rapidamente e quindi devono staccarsi subito per lasciare
il posto ad altri nuovi ed in perfetta efficienza.
La durezza delle mole è identificata da una lettera maiuscola :
D, E, F, G         mole tenerissime
H, I, J, K           mole tenere
L, M, N, O       mole medie
P, Q, R, S         mole dure
T, U, V, W, Z   mole durissime

STRUTTURA DELLA MOLA.
E' l'indice della "porosità" della mola, cioè della dispersione dei
singoli granuli abrasivi nella massa del legante. Se questi sono
molto spaziati tra loro, la struttura si dice che è "aperta".
Se invece i granelli abrasivi sono molto ravvicinati, la struttura
è "chiusa".
Anche se poco conosciuta, la struttura della mola è molto importante,
in quanto spesso, anche con un tipo di abrasivo e di grana corretti,
se una mola è "chiusa" si verifica facilmente l' intasamento della
stessa, che in tal modo ingloba nella sua superficie esterna le
minuscole particelle di materiale asportato, rendendola inefficace.
In tal caso, non rimane altro da fare che la "ravvivatura" della
medesima, nei modi di cui parleremo in seguito.
L' indice di struttura (o porosità) di una mola viene indicato con
un numero :
0, 1, 2, 3      struttura chiusa
4, 5, 6          struttura media
7, 8, 9 , 10   struttura aperta
11, ecc.        struttra molto aperta (mole porose)

TIPO DI IMPASTO (AGGLOMERANTE).
Ci sono varii tipi di cementi per dare forma e consistenza alle mole,
ma principalmente sono di due tipi :
- ceramici
- resinoidi
I ceramici, chiamati anche vetrificati, sono i più comuni, e sono
tipici delle mole utilizzate sulle molatrici da banco e per rettifica.
I resinoidi, chiamati anche bakelitici, sono tipici delle mole da
troncatura e da sbavatura (insomma quelle da montare sulle
smerigliatrici angolari). Se usati assieme ad un supporto in rete
di fibra di vetro per rinforzo, consentono velocità di lavoro
elevatissime, tipicamente 80 m/sec, mentre con agglomeranti
ceramici o vetrificati non si và, in genere, oltre 30-40 m/sec.

Come primo messaggio penso possa bastare.
Cordialità.

                 Paul

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Mole abrasive & Co. - Corso breve per bricoleurs.

Lezione N° 2.
(Dove si fà ammenda delle dimenticanze pregresse,
e si gioca, senza montepremi,  al quiz delle sigle astruse).
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Per prima cosa devo far notare che nel messaggio precedente,
alla voce TIPO DI IMPASTO (AGGLOMERANTE), mi
sono dimenticato di indicare quali sono le lettere identificative
dei due tipi di impasto.
Provvedo immediatamente :
- lettera  "V"  per l' impasto ceramico (o vetrificato)
- lettera  "B"   per l' impasto resinoide (o bakelitico)
Qualche volta tali lettere sono seguite da altri caratteri, del tipo
VBA, VBE, BH, ecc.
Ma voi non fateci caso.
Colgo questa occasione di caratteri aggiunti per informare che non
esiste una rigida normativa per la classificazione e l' identificazione
delle caratteristiche delle mole con un protocollo standard.
E', come dire, consuetudine d' uso e bontà dei costruttori utilizzare
un criterio comune per la designazione delle mole.
Ma non è infrequente che si deroghi da quanto sopra.
Ad esempio, quasi sempre sulle mole (a centro depresso e non)
per smerigliatrici angolari, le sigle sono abbreviate e riportano solo
i dati essenziali.
Mole speciali possono avere sigle strane, di cui io non saprei
identificare la chiave di lettura. Ad esempio, una mola in corindone
rosa marca Norton da affilatrice che uso normalmente, è marcata
AS 202 (boh !!!!). A parte la lettera iniziale "A", che vuole dire
Corindone od Alundum, il resto non mi dice nulla, ma la mola fà
benissimo il suo lavoro ed io dormo tranquillo lo stesso.
Inoltre, a volte la lettera iniziale della sigla è preceduta da un numero
che il costruttore pone per identificare un suo particolare tipo
di abrasivo, od un lotto di produzione del medesimo.
Non tenetelo in conto.
Vediamo quindi come si legge la  sigla di una mola, sempre presente
in etichetta assieme al nome del costruttore ed alle misure della mola
stessa, nonchè alla velocità di lavoro e/o al numero di giri/min
massimo ammissibile.
In una sigla tipica potremmo leggere, ad esempio :
- Nome del costruttore  : TYROLIT
- Dimensioni  : 150 x 25 x 20  (20 è il diametro del foro)
- Vel. 30 m/sec. Max Rpm 3800
- Sigla   : 38 A 46 - K 5 V BE
La sigla significa che è una mola con abrasivo di Alundum (A), di
grana media (46), la durezza è media (K), la struttura, o grado di
porosità è medio (5), il tipo di impasto è vetrificato/ceramico(V).
Come già detto, non tenete conto del primo numero (38) e delle
lettere che seguono la (V).
Bene, direte voi, e ora con questa mola cosa ci faccio ?
Vediamo quindi gli impieghi tipici delle mole, almeno per i più comuni
usi di un fai da tè.
Per praticità, dividiamo le mole a seconda della forma in tre categorie :
- piccole mole a gambo
- mole tradizionali per molatrici da banco
- mole da taglio e/o per smerigliatrici angolari

Le piccole mole a gambo sono generalmente in corindone rosa o bianco,
adatte alla sbavatura su ferro, acciaio (anche temperato), inox,
 e acciaio HSS.
Hanno gambo diametro 3mm (per minitrapani) o 6 mm (per smerigliatrici
diritte). A causa delle piccole dimensioni, non hanno indicazioni di sorta
stampate, se non sulla scatola di confezionamento.
Si comprano perciò......sulla fiducia.
Sono le classiche mole da stampisti, spesso usate montate su
alberi flessibili.
Date le piccole dimensioni, (non si oltrepassa in genere i 30 mm di
diametro), vanno utilizzate con elevate velocità di rotazione,
sino a 30.000 g/m.

Le mole tradizionali da banco usate da noi hobbysti, da montare
sulle molatrici, hanno dimensioni di circa 125 - 250 mm di diametro, e
spessori da 20 a 30 mm.
Possono essere in corindone od alundum bianco, rosa, grigio, ed in
carburo di silicio, generalmente verde.
Quelle in corindone grigio a grana grossa servono per sgrossatura su
tutti i materiali ferrosi, in corindone bianco a grana  media per finiture
e/o affilature sempre su materiali ferrosi.
Le mole in carburo di silicio a grana grossa per la ghisa, l' ottone,
il bronzo ed anche le leghe leggere, a grana media o fine per
i metalli duri come il widia.
Un buon corredo per il bricoleur è perciò una molatrice con due mole,
delle quali una in corindone ed una in carburo di silicio, che gli
permetteranno di affrontare con successo ogni problema di sbavatura
su ferro e di affilatura di utensili (quelli per legno esclusi).
Se non si deve lavorare il widia, la mola in carburo di silicio può essere
sostituita da una mola in corindone grigio a grana grossa ( per i lavori
più grossolani).

Parliamo ora delle mole da taglio e per smerigliatrici angolari.
Tralascio i grandi dischi da taglio delle troncatrici di una volta, che
ormai sono quasi sparite dal mercato, sostituite da quelle a lama
circolare lenta in HSS. Escludo anche i dischi da taglio diamantati
a settori, che a rigore non sono delle mole.
Rimangono i dischi da taglio e quelli per sbavatura da montare sulle
smerigliatri angolari, generalmente di tre diametri tipici : 110-115 mm
per le piccole flex (o frullini o flessibili o come volete chiamarle),
230 mm per le smerigliatrici grandi, e 180 mm per quelle intermedie,
che per la verità sono poco usate.
Tipicamente queste mole hanno abrasivo in alundum (per ferro) o
in carburo di silicio nero (per pietra o CLS). I dischi hanno spessore
grosso (per sbavatura e/o finitura) oppure  spessore sottile ( per
taglio). Per non generare equivoci, o perchè i potenziali utenti di
questi utensili sono dai produttori considerati quasi come deficienti,
sulle etichette è sempre indicato in chiaro l' uso previsto.
Troveremo perciò scritto " metallo", o "acciaio" per i dischi destinati
a lavorare materiali ferrosi, oppure "pietra", "marmo" o "stone"
per quelli destinati all' edilizia. A volte scrivono anche "solo per
taglio", "solo per troncatura" sui dischi a basso spessore, oppure
"solo per sbavatura" sui dischi più spessi.
Pentiti di tanta generosità, i fabbricanti medesimi risultano più avari
di informazioni nella sigla identificativa , che  si limita alla lettera
tipica
dell' abrasivo, della grana, e della durezza della mola.
Ad esempio,  "A 36- P", oppure "C 24-R".0
Peraltro  in ogni caso l' impasto per questo tipo di mole è di tipo "B",
cioè bakelitico o resinoide.
Se non lo sapete, esistono dischi da taglio per metallo di bassissimo
spessore ( 1 - 1,5 mm), con foro da 22 mm, a centro non depresso,
per montaggio su smerigliatrici angolari. In certi casi sono impagabili
per fare dei lavori speciali, come incisioni o rifilature che non
potrebbero essere realizzate con altri sistemi. A causa del basso
spessore, richiedono un po' di cautela nell' operarli.
Vi passo una dritta : se ne montate uno in forma stazionaria su
di una molatrice da banco tradizionale, non ve ne pentirete, e scoprirete
quanto possa essere utile !

Ci vediamo alla prossima !
Cordialità.

                      Paul

-------

> Ci sara' anche la lezioncina sulle mole ad acqua x utensili x legno ?
Carlo Zampogna ha già detto l' essenziale.
In effetti, dopo la molatura ad acqua, che non stempera la lama,
è necessario almeno sbavare e meglio ancora lucidare il filo tagliente
dell' utensile.
Si adopera la pietra ad olio, premendo con leggerezza la lama
mantenuta inclinata con il giusto angolo, e descrivendo sulla
superficie della pietra una specie di 8. L'ultimo grido è la pietra
diamantata, un blocchetto sintetico sulla superficie del quale è
depositato un sottile strato di polvere di diamante. Si trova in
varie gradazioni abrasive, (220, 325, 600, 1200)  e, lavorando
a secco, sostituisce anche le pietre abrasive sagomate, come
per l' appunto le Arkansas. Una indicazione sulla custodia dice che
"10-20 secondi di affilatura su questa pietra valgono 5-10 minuti
su una pietra ad olio". Non sarà proprio così, ma poco ci manca.
Io ne ho una marca DMT, grana 325, e và alla grande, tanto che
la uso anche per ravvivare il filo delle frese per metallo.
La nota dolente è il prezzo : io l' ho pagata 37 Euro.

> Ho comprato una mola Valex ad acqua, che a parte un leggero
> "ondeggiamento" funziona a dovere...
Anch' io ho un' affilatrice ad acqua Valex.
L' eccentricità delle mole si corregge rettificando la superficie con
un apposito attrezzino da impugnarsi a mano libera,, munito di rotelle
in acciaio cementato o HSS, oppure di una estremità abrasiva
diamantata. Lo stesso attrezzino è impiegato per spianare la
superficie della mola se, dopo un po' d' uso, presenta dei solchi
o delle ondulazioni.
Il massimo degli attrezzi per l' affilatura degli utensili da taglio è il
sistema della ditta svedese Tormek, costituito da una mola ad acqua
e da un disco di lucidatura in cuoio naturale impregnato in olio e pasta
abrasiva, più una serie di dispositivi di supporto e/o fissaggio per
tutti gli utensili possibili, dai ferri per pialletti agli scalpelli,
sgorbie, intagliatori, ferri da tornio e tutto ciò che taglia il legno,
compreso un regolo per fissare gli angoli di taglio ed un manuale
per l' affilatura di 130 pagine.
Prezzo in proporzione !
Cordialità.

                 Paul
 
Da anonimo22 Inviato: Mar 11 Mar, 2014 12:44 #19
 
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E, sull'argomento, ricordo anche questo post di Alvino:
http://www.arcadilegno.it/viewtopic.php?f=45&t=11452

____________
L'ingratitudine è il primo dovere di un principe. (Anatole France)

 
Da anonimo22 Inviato: Mar 11 Mar, 2014 13:07 #20
 
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Poi, in base alle scintille prodotte, è possibile determinare orientativamente che tipo di metallo si sta saggiando.
Si chiama prova alla scintilla (spark testing).

2-7

spark

spark_test

http://www.arcadilegno.it/viewtopic.php?f=16&t=5506

http://books.google.it/books?id=Nce...intille&f=false

http://www.aerotecnica.eu/wp-conten...eronautiche.pdf

http://en.wikipedia.org/wiki/Spark_testing

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L'ingratitudine è il primo dovere di un principe. (Anatole France)

 
Da artistaSesso: Uomo Inviato: Mar 11 Mar, 2014 15:27 #21
 
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...il riporto di Alvino sarebbe da aggiungere qui...

____________
-----------
Massimo


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La differenza fra genialità e stupidità, è che la prima ha i suoi limiti.

 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Mar 11 Mar, 2014 15:30 #22
 
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Ecco i contenuti inviati da Alvino nell'altro post

---------(Alvino - http://www.arcadilegno.it/viewtopic.php?f=45&t=11452 )---------------

riporto questo scritto sulle caratteristiche dei vari tipi di mole che penso sia interessante.

LE MOLE ,LORO COSTITUZIONE E LORO MODO DI AGIRE:
Premessa: Ho pensato che un thread sulle mole fosse utile;per capire il funzionamento di questi strumenti concepiti anticamente dall'ingegno umano per risolvere svariati problemi di lavorazione a freddo dei metalli.Con questo scritto,vorrei spiegare esattamente come stanno le cose,utilizzando un approccio discorsivo,allo stesso tempo ineccepibile scientificamente e tecnicamente.
Si descriveranno,come con le pietre per affilare di cui spesso disquisiamo,la struttura delle mole,la loro lappatura (anche le mole vanno,a loro modo, lappate) ,un metodo
per stabilire approssimativamente i grit delle poveri che le compongono,ed infine,i vari tipi di scintille prodotte dallo sfregamento di vari tipi di acciaio su di una mola,durante operazioni di affilatura.Scopriremo cosi che in generale,un rasoio al carbonio e'sconsigliabile passarlo su mola per affilarlo,ma non perche' si rovina la tempra,ma sopratutto perche'
il carbonio brucia velocemente tramite questo genere di azioni meccaniche.Diversamente accade per rasoi in acciaio inox.
Le informazioni riportate sono frutto in gran parte dei miei studi di tecnologia meccanica su testi moderni e su antichi libri di mio nonno,in piu'ho messo per iscritto le mie esperienze
di affilatura su varie mole sotto la guida di persone esperte,in particolare per quanto concerne il discernimento delle scintille e spieghero' un metodo, escogitato da me, per stabilire il grit delle polveri. Infatti discutero' anche di impasti abrasivi per mole non dissimili da quelli delle pietre,sintetiche e non.




IMPIEGO DELLE MOLE:La mola intesa come mezzo per affilare utensili da taglio,per armi,per levigare oggetti,fu impiegata sin dai tempi piu' remoti
e questa sua funzione conservo'fino a tempi molto recenti.Soltanto alla fine del 1800,perfezionatasi la costituzione delle mole con la produzione sintetica degli smerigli
e la scelta razionale degli impasti,la molatrice entro' a far parte delle macchine operatrici propriamente dette.Essa divento'anzi la macchina di maggior precisione,
in quanto le fu assegnata la funzione di rifinire,entro i limiti di tolleranza molto ristretti,i pezzi lavorati su altre macchine:torni,piallatrici,alesatrici.
La mola, inoltre ,rese possibile la lavorazione economica e precisa di pezzi temperati,o induriti superficialmente.
Attualmente le macchine,su cui come utensili operanti sono applicate le mole,possono ripartirsi in tre gruppi:
1)Macchine per lavori grossolani,da cui non si richiede che l'asportazione di materiale;per esempio asportare le sbavature dei pezzi fusi,
asportare lo strato superficiale ossidato e fessurato di lingotti o pezzi fucinati.

2)Macchine affilatrici,destinate ad affilare utensili,in cui si richiede solo la precisione,pur entro tolleranze non ristrette , degli angoli caratteristici,
e con limiti alquanto ampi per le dimensioni.Sono macchine di media precisione.

3)Macchine rettificatrici,che devono dare forma agli oggetti entro tolleranze dimensionali ristrette.Tali sono le rettificatrici per cilindri esterni
ed interni,per piani,per mole dentate,per sfere ,ecc.Sono le macchine di maggior precisione.

Scelta delle condizioni di lavoro:La scelta delle migliori condizioni di lavoro della mola presenta difficolta' ed incertezze,affinche' il lavoro
della mola riesca economico,rapido e porti ad un'ottima finitura delle superfici;sono difatti da considerare queste condizioni,che verranno illustrate successivamente:
qualita' dell'abrasivo ,grossezza della grana,tipo dell'impasto,velocita' della mola,velocita' del pezzo,profondita' della passata,alimentazione laterale,raffreddamento.

Caratteristiche essenziali delle molatrici moderne: Le caratteristiche delle molatrici moderne riguardano sia gli abrasivi e la costituzione delle mole ,sia le disposizioni
funzionali della macchina.

a)Abrasivi e costituzione delle mole.Agli abrasivi naturali ,non omogenei,si sono sostituiti gli abrasivi sintetici:smeriglio,carburi di silicio e,per alcuni lavori,
la polvere di diamante;si sono scelti impasti che rispondessero alle esigenze dei vari lavori,dei vari materiali,della finitura della superficie.

b)Disposizione funzionale delle macchine.I pezzi in lavoro sono sostenuti da opportuni oragani su slitte,registrate e protette.La mola e' sorretta,
e mobile in rapporto al lavoro che deve compiere.I movimenti sono registrabili micrometricamente ed in molte macchine sono automatici.

Elementi costitutivi delle mole e loro funzione.Le coti,le arenarie,le mole,sia naturali che artificiali,sono sempre costituite da due elementi:
a)l'abrasivo;b)il cemento.
L'abrasivo e' costituito da granelli cristallini durissimi,piu' o meno grossi,a punte vive,per poter scalfire il metallo.Esso si puo'
paragonare ai denti della lima,e,come quelli,non deve raschiare il metallo ma deve staccare nettamente i trucioli come fa una buona lima,
un utensile da tornio,o il dente di una fresa;tali trucioli soon peraltro enormemente piu' piccoli.
Il cemento,di natura varia,conferisce alla mola la necessaria consistenza e deve trattenere l'abrasivo fino a che questo e' capace di asportare metallo;
quando gli spigoli vivi dell'abrasivo si sono smussati e non tagliano piu',allora il cemento deve lasciarli distaccare,per presentare in piano di lavoro altri granelli
sottostanti freschi e attivi.Il cemento,per conto suo,non deve mai prendere il lucido,ma deve sgretolarsi alquanto,per lasciare sporgere le puntine
dell'abrasivo.
Una mola quindi e' un utensile multiplo meglio d'ogni altro;le lime,anche le piu' fini,con 200 puntine per cm quadrato e con la velocita' di 15 m/1',portano
in contatto del pezzo circa 6000 puntine per ogni 1';una mola normale si calcola porti in contatto col pezzo oltre 100 milioni di spigoli taglienti per ogni 1'.

Proprieta' degli abrasivi e dei cementi:
A)Le proprieta' degli abrasivi sono :
a)la durezza che,negli abrasivi sintetici,e' uguale a quella del corindone (durezza 9 nella scala di Mohs)e per alcuni e' un poco maggiore.Gli abrasivi delle mole diamantate
hanno la durezza del diamante;la durezza e' pressocche' uguale in tutti gli abrasivi della stessa composizione;
b)la resistenza allo schiacciamento (fragilita').I granelli di abrasivo devono resistere alla pressione sul metallo ed agli urti che ricevono nell'asportare i trucioli,
senza rompersi.La fragilita' e' diversa nei vari abrasivi.
c)la forma poliedrica.I granelli devono presentare forma poliedrica con spigoli acuti,essere uniformi e produrre altri spigoli acuti quando si rompono durante il lavoro;
d)la grossezza della grana.Va scelta in rapporto alla natura del metallo da lavorare,alla finitezza che si vuole raggiungere.La grana dipende dalle dimensioni dei granelli;
puo' essere grossa,media,fina,impalpabile ;interessa sopratutto che sia uniforme.

B)Cementi.La mola onn e' soggetta soltanto alla forza centrifuga,ma talora deve resistere a notevoli pressioni sia frontali,sia laterali,cui si deve opporre
la ressitenza del cemento,il quale talvolta e' rigido come vetro,talora invece e' leggermente elastico e cedevole.

Durezza della mola.E' la designazione che si impiega per definire l'attitudine del cemento a scalfirsi e disgregarsi a mano a mano che si consuma l'abrasivo,
affinche' i nuovi granelli,che vengono ad emergere,possano diventare attivi.Si dice tenera una mola che lascia fuggire piu' facilmente i granelli,
rispetto ad un'altra piu' dura.La durezza intrinseca dell'abrasivo dipende dall'abrasivo ed e' uguale qualunque sia la grana e qualunque sia la durezza della mola.

Relazione fra durezza della mola e durezza del metallo da lavorare.In rapporto a tale definizione della durezza di una mola,e' utile capire la norma seguente:
Per lavorare i metalli duri si usi una mola tenera;per metalli teneri una mola dura.Se si lavora un metallo duro,acciaio,ghisa,ecc.,i granelli si smussano e consumano
rapidamente;occorre quindi che il cemento sia tenero,per lasciarli sfuggire appena consumati e metterne altri in lavoro.D'altra parte,lavorando metalli teneri,ottone,
bronzo,ecc.,i granelli resistono molto di piu',ed e' necessario che il cemento sia duro ,per non lasciarli distaccare troppo presto.

Abrasivi naturali:Gli abrasivi possono essere naturali o sintetici.Fra i naturali ricordiamo i seguenti:
Arenaria,Gre's,Quarzo,Silice.Sono sostanze molto simili fra loro.L'abrasivo e' quasi sempre ossido di silicio (SIO2);il cemento di solito e' calcare.
Le mole fatte con queste sostanze si usano comunemente con acqua,perche' scaldano meno e tagliano meglio.

Pietre ad olio.Sono costituite dalle qualita' piu' fini e piu' pure di tali abrasivi;esse si trovano generalmente nei letti di quarzo.
Lavorano meglio se umettate con olio.

Abrasivi naturali per far mole artificiali.Si fabbricano mole,costituite con abrasivi naturali convenientemente impastati.I piu' usati sono i seguenti:
Smeriglio.E' una sostanza naturale a base di sesquiossido di alluminio (Al2O3)che si trova presso il capo Smeriglio,nell'isola
Naxos in Grecia,in Asia Minore,nel Chester,in America e altrove.
Esso contiene in media da 50-55%circa di Al2O3,di rado e' piu' ricco e si giunge al 60-65%circa.
Il rimanente e' costituito da impurita',percio'le mole,fatte con questo materiale,sono poco omogenee,tagliano poco e scaldano molto,al punto da far fondere
o bruciare i trucioli staccati.Lo smeriglio peraltro resiste,piu' di altri abrasivi,allo schiacciamento.

Corindone-Corundum.E' uno smeriglio piu' ricco di Al2O3;per solito ne contiene dal 70-80% e talora 90%e piu'.E' molto piu' duro dello smeriglio comune.
Poca omogeneita'.Tutti questi prodotti naturali hanno il difetto di presentare poca omogeneita',ed una durezza monore di quelli artificiali.
Abrasivi sintetici per mole.Per le ragioni sopradette la maggior parte delle mole attuali si fabbricano con abrasivi sintetici,i quali,oltre ad una elevata durezza,presentano
purezza ed omogeneita'molto grandi.
Essi vengono indicati dai fabbricanti con svariati nomi,ma si possono suddividere in quattro gruppi,a seconda che sono a base:
a)di ossido di alluminio (Al2O3),denominato alundum;
b)di carburo di silicio (SIC),denominato Carborundum,Crystolon o anche Korundum;
c)di carburo di Boro,detto Diamante Nero (Borolon);
d)di Diamante (Neven).
a)Alundum.Si ottiene trattando in forni elettrici,a t=4000 gradi,la bauxite ,o idrossido amorfo di alluminio.La bauxite fonde,e
raffreddando cristallizza in grossi blocchi del peso di 2-3 tonnellate.Tali blocchi ancora caldi,si riducono in grani e polveri,con potenti frantoi.
Per eliminare ogni impurita',il materiale cosi' sminuzzato si sottopone ad altissima temperatura,in forni elettrici.
L'alundum contiene dal 95% al 97% di Al203,e talora supera il 99%.La sua durezza supera alquanto quella dello smeriglio
e sta fra il corindone (N.9)e il diamante (N.10)della scala di Mohs.Oltre alla grande durezza esso presenta una grande
compatezza .Dopo opportune classifiche e tratamenti chimici,per epurarlo sempre piu',l'alundum e' pronto per la fabbricazione
delle mole.
b)Carborundum o Crystolon.Fabbricato nel 1891 dall'americano Achenson.E' piu' duro e piu' tagliente degli altri abrasivi,
ma e' relativamente fragile.Esso e' un carburo di silicio (SIC).Si ottiene trattando nei forni elettrici,a t=2000 gradi,una miscela di coke,di sabbia siliciosa,di sale marino e di segatura di legno.
Quasi tutte le impurita'rimangono eliminate,e,praticamennte,non rimane nel forno che una massa cristallina di SIC,col 30%
di C e 70% di Si.
c)Diamante nero.A base di carburo di Boro (Bo=77,5+C=21,5).Durezza Wickers delta=2000,mentre gli altri abrasivi stanno su delta=1300;l'acciaio nitrurato
sta esso pure su delta=1200.E' fragile presso a poco come l'acciaio nitrurato.

d)Conglomerati diamantati.Data la importanza di questo nuovo materiale,preparato secondo i brevetti Neven,conviene farne un breve cenno.
IL Neven si allestisce con procedimento analogo al Widia del Krupp;cioe' si ottiene,non per fusione,ne' per reazioni chimiche,ma semplicemente
per la intima mescolanza di grani,granelli,polveri fini,finissime,impalpabili,di diamante,con una sostanza conglomerante,ridotta in fina polvere.IL tutto ,
fortissimamente compresso,e' portato ad alta temperatura.
Come materiale conglomerante si impiegano,secondo i casi,metalli comuni,come ferro,acciaio,rame,alluminio,stagno,ecc.,ridotti in polvere fine come il diamante.
Si preparano stampi della forma desiderata.Essi si riempiono con la miscela degli elementi ora detti,resa piu' intima che sia possibile,e nel rapporto di circadi 1 a 10.
Si porta il tutto a temperatura molto elevata,di rammollimento,ma senza giungere alla fusione,e si comprime a circa 5 tonnellate per cm.quadrato.Dopo raffreddamento
si smonta lo stampo.
Questo materiale presenta tale durezza e tanta potenza abrasiva che riesce a perforare le rocce piu' dure;percio'se ne fanno corone perforatrici,per mine e sondaggi;con esse
si sono praticati fori della profondita' di 600-1000 metri.

Raffronto tra vari abrasivi.Non si possono dare norme precise,poiche' la scelta dell'abrasivo dipende da molti fattori.Come criteri direttivi si possono indicare i seguenti:
a)Smeriglio.Data la irregolarita' della sua costituzione,non si applica in lavori di precisione.Talora si preferisce per sgrossare acciaio,perche' resiste bene alle forti pressioni.
b)Corindone.Data la notevole durezza si usa spesso quando si tratta di asportare molto materiale in poco tempo,nel qual caso poco importa la varabilita'del rendimento,
dovuta alla poca omogeneita' di composizione.
c)Alundum.Siccome resiste assai bene alla pressione,cosi' si preferisce nel lavorare metalli duri,come acciaio temprato,ghisa bianca,ecc.
d)Carborundum.E' durissimo,ma alquanto fragile;per schiacciarlo basta un quarto della pressione ricchiesta dall'alundum.
Percio' si usa per lavorare corpi piuttosto teneri come ghisa comune,ottone,bronzo,marmo,granito e simili.Se si lavorasse
un metallo duro,facilmente i cristalli si frangerebbero sotto la grande pressione,l'attrito aumenterebbe,e si esigerebbe quasi il doppio di
energia che non impiegando l'alundum (esperienze di Jeppson).
e)Mole diamantate.Hanno proprieta' superiori a tutte le altre;l'elevato prezzo ne limita l'uso per lavori speciali.

Scala di durezza Mohs.E' basata,come e' noto,sulla attitudine che 10 corpi diversi,indicati da Mohs,hanno di scalfirsi l'un l'altro.IL diamante N.10 e' il piu' duro e scalfisce
tutti i precedenti.IL talco N.1 e' il piu' tenero.

(1) TALCO

(2) GESSO

(3) CALCITE-->RAME

(4) SPATOFLUORE

(5) APATITE

(5,5) VETRO

(6) FELDSPATO

(6,5) LIMA

(7) QUARZO

(7,5)SMERIGLIO

(7,8)MULLITE

(8)TOPAZIO






(9) CORINDONE=KORUNDUM







ALUNDUM



WIDIA

(10) DIAMANTE
La scala Mohs non presenta intervalli eguali;che anzi dal grafico si scorge come le differenze fra gli intervalli siano tanto diverse fra loro,che il corindone,
N.9,sta quasi in mezzo fra il talco e il diamante.
Per dare un'idea della durezza Mohs dei principali abrasivi e di altri corpi,ne e' segnato il nome sul grafico.
Si vede come gli abrasivi artificiali presentino durezze che stanno fra il corindone N.9 e il diamante N.10.

Impasti (o cementi,o agglomeranti ).Hanno lo scopo di tenere uniti i granelli di abrasivo e dare consistenza alla mola;si impiegano sostanze varie ed ogni
fabbrica si vale di impasti suoi speciali,spesso mantenuti segreti.Le prime mole si fabbricavano con colla da falegname,con cemento idraulico,zolfo,gomma e simili.
Impasti attualmente usati.Attualmente si usano quasi esclusivamente i tre seguenti impasti:

a)Impasto ceramico. Dicesi ceramico,o vetrificato,un impasto formato specialmente da caolino,feldspato e argilla.Vi si unisce dal 5 al 25% di abrasivo e si fa
cuocere a temperatura sufficientemente alta per ottenere un principio di vetrificazione,come nel fabbricare la porcellana.Le mole risultano porose,molto
mordenti,perfettamente pure ed omogenee.Presentano peraltro poca elasticita' e non si possono fare molto sottili,poiche'riuscirebbero fragili.IL 90%
circa delle mole attuali sono ad impasto ceramico.

b)Impasto al silicato.E' formato essenzialmente da silicato di soda,dall'aspetto vetroso,mescolato con un poco di argilla e con la voluta dose di abrasivo.
La cottura si fa a temperatura piu' bassa che non nel caso precedente;tutta la fabbricazione delle mole risulta assai piu'semplice.Generalmente se ne ottengono
mole tenere.

c)Impasti elastici.Sono a base di gomma-lacca odi resine sintetiche (bachelite),si richiede temperatura bassa,e la fabbricazione risulta ancor piu'semplice.La loro
caratteristica sta nel possedere una certa elasticita',tanto che si possono fare mole sottilissime,sino anche ad s=0,8 mm,con D=100mm.Per questa
loro proprieta' esse possono rotare con velocita'maggiore delle altre.

Grane e Polveri.
I grossi blocchi di abrasivo si frantumano con appositi frantoi e mulini,e se ne ottengono pezzetti,grane,granelli di varia grossezza,e polveri medie,fini, finissime.

Le grane e le polveri,non troppo fini,si classificano per mezzo di crivelli e di veli come si fa nella macinazione dei cereali.Le grane si individuano con un numero N,che indica il numero dei fili della garza,che forma il setaccio,esistenti sopra 25 mm o sopra 1''=25,4 mm.Per esempio,la polvere N 50 e' passata attraverso un setaccio che ha 50x50=2500 forellini sul pollice quadrato,ovvero 400 forellini per ogni centimetro quadrato,4 per millimetro quadrato.Si noti che il diametro medio di tali granelli non e' di mezzo millimetro,ma e' un quarto,perche', all'incirca,il filo occupa tanto spazio come i vani.
Coi veli si giunge sino al N200,pari a 80 fili al centimetro,cui corrispondono granelli di circa 1/16 di millimetro uguale a mm 0,06 di grossezza.

Le polveri piu' fini si separano per sedimentazione o decantazione(metodo mio) .Poste le polveri da classificare in un recipiente pieno d'acqua ,si agita il tutto e si lascia depositare per n minuti.
Per un foro ,posto a meta' altezza ,si estrae l'acqua dalla parte superiore e si lascia sedimentare ed evaporare.
La polvere,tenuta in sospensione e che si deposita,forma la polvere di n minuti.La classificazione e' dovuta al fatto che i granelli piu' grossi cadono sul fondo piu' rapidamente dei piu' piccoli;essi, difatti ,presentano una superficie minore ,rispetto al peso,dei granelli minuti e percio' la resistenza che la vischiosita' dell'acqua offre e' minore.Percio' i granelli rimasti in sospensione dopo n minuti,hanno tutti grossezza minore di quelli depositatisi precedentemente.Impiegando un liquido piu' vischioso,per esempio olio,si ha una classificazione piu' netta.Si ricorre all'olio,talvolta,per le polveri di diamante.La sedimentazione puo' durare piu' giorni.
La polvere di minuti n=1' corrisponde ,circa,al N 200 dei veli,cioe' del diametro d=0,06mm.E si giunge sino a n=90' per polveri affatto impalpabili,che si impiegano per pietre ad olio finissime o lucidatori.

Indicazione della durezza.La durezza di una mola si indica mediante lettere,o mediante numeri.Le indicazioni
non sono uniformi per tutti i produttori.La casa Norton impiega le lettere per le mole con impasto ceramico e al silicato;
per le mole elastiche usa i numeri.Analogo sistema di classificazione segue la Soc.Ginori (Sapmarg)per le sue mole.
La durezza va crescendo quando piu'il numero o la lettera sono alti come dallo specchietto seguente.
Tali sigle o numeri si scrivono sulla mola.Cosi' la indicazione "Alundum,vetrificato 50 N",vuol dire che la grana e' del
N.50;l'impasto e' vetrificato;la durezza e' del grado N (medio).

SIGLE INDICANTI LA TENACITA' (DUREZZA) DELLE MOLE.

IMPASTO MOLTO TENERO TENERO MEDIO MEZZO DURO DURO MOLTO DURO

a)Ceramico
E,F,G H,I,J,K L,M,N,O P,Q,R,S T,U,V,W X,Y,Z
b)Silicio

c)Elastico 1/4,1/2 1,1 1/2 2,21/2 3,4 5,6 7Forma e dimensione delle mole.Le mole hanno forma di solidi di rivoluzione,e possono assumere profili molto
vari.

Foro.Nel foro della mola,alquanto grande e poco regolare si cola un anello di piombo.La centratura riesce migliore
perche' nel metallo e' piu' facile eseguirla con la necessaria precisione.

Dimensioni.Conviene,per quanto possibile,impiegare mole grandi.Dai diametri minimi di d=2-10 mm per rettificare
fori a d=800-1200 mm.Lo spessore da s=250-300 mm e piu',scende ad s=1 mm,ed s=0,4 mm per mole elastiche
e lavori delicati.

Montaggio delle mole.Per ottenere un lavoro corretto e' necessario:
a)montare la mola esattamente centrata sl suo albero.Se e' necessario,la si equilibra praticando qualche foro,di alleggerimento,
nel mozzo di piombo,la' dove il peso eccede,oppure con settori di equilibratura del portamole;
b)l'albero non deve mai forzare nel foro della mola;
c)la mola va stretta fra due dischi di carta o di cuoio o di altro materiale elastico;
d) i perni vanno accuratamente coperti,al riparo dalla polvere di smeriglio;
e)per sicurezza degli operai la mola va coperta con opportune e robuste cuffie.

Rettificatura e avvivamento delle mole.Ogni tanto si debbono compiere due operazioni sulle mole:
a)rettificarne la forma;b)avvivarne la superficie,quando abbiano preso il lucido,o si siano ingorgate e percio' non taglino
piu'.Per compiere tali operazioni si usano speciali attrezzi che possono essere:a)tagliatori,se sono piu' duri dell'abrasivo;
b)sgretolatori,se sono meno duri.a)Diamante.IL cristallo di diamante si salda ad ottone in un incavo praticato alla estemita' di un sostegno di ferro.
Con esso si rettifica la forma della mola,facendola girare alla sua velocita' normale.Il diamante non sgretola la mola,
ma taglia i granelli di abrasivo,provocando in essi la formazione di nuove punte taglienti,senza distaccarli.

b)Materiali meno duri.Si usano attrezzi speciali,formati da una impugnatura,nella cui testa ruotano,molto liberamente,5 o 6 rotelline di ghisa bianca,o di acciaio
durissimo,foggiate a stella,a punte,o increspate.Esse sgretolano la superficie della mola,distaccandone i granelli piu' sporgenti,o liberandoli dalla materia
che ne intasava gli interstizi e ricopriva i granelli.Si usa anche un apparecchio a tazza,con bordo tagliente o simili.

Scintille prodotte dai vari metalli. IL pennacchio di scintille,che si produce lavorando alla mola,assume caratteri particolari per ogni metallo;e' bene conoscerli,
sia per distinguere i vari metalli con questa semplice prova,sia anche per vedere se la mola taglia bene,e se da' luogo al pennacchio caratteristico.

[1] Ferro puro:da' luogo a scintille lunghe dritte,color paglia-chiaro,con ingrossamenti fusiformi,F,dovuti alla lenta combustione del ferro.

[2].Acciaio al Carbonio (C):si formano,lungo le scintille del Ferro,ramificazioni uncinate,dovute alla rapida combustione del C.
Tali ramificazioni crescono col crescere della % di C e sono massime per gli acciai ad alto tenore di C,i quali non danno luogo ai fusi detti sopra.

[3].Acciai rapidi al (Cr+Tu):danno scintille color rosso-cupo.IL Tu da luogo a linee spezzate.IL cromo produce un piccolo rigonfiamento,giallo-cromo,
a forma di virgola.

[4].Acciaio al Mn:produce scintille lunghe,diritte,con ramificazioni,N,normali alle scintille,ed aventi centro luminoso.

[5].Accaio autotemprante al (Cr+Mn):linee interrotte,con qualche esplosione del Mn.

[6].Acciaio speciale da magneti,complesso.Pennacchio caratteristico,non confondibile con altri.

Qualita' dell'abrasivo.Si preferiscono abrasivi a base di ossido di alluminio (AL2O3),qual'e' l'Alundum,per metalli duri,come acciai,bronzi duri,ecc.
perche' tali abrasivi sono molto resistenti alla compressione.IL carburundum,che e' durissimo,ma relativamente fragile,si preferisci per metalli meno duri,
come la ghisa,il rame,l'alluminio e loro leghe.

Cementi.Per i metalli piu' duri si usano agglomerati teneri;per i metalli piu' teneri,uno piu' duro.L'impasto ceramico e' il piu' usato.
L'impasto al silicato e' piu' facile da ottenere,costa meno,ma e' piu' fragile.L'impasto elastico,per la sua poca fragilita',si impiega per mole sottilissime.

Indicazioni fornite dai fabbricanti.E' opportuno seguire le indicazioni,su grane,tenacita' ed impasti,fornite,per un gran numero di casi,da fabbricanti di mole.


MODO DI AGIRE DELLE MOLE
Principali fattori da considerare.Per condurre razionalmente il lavoro della mola,bisogna tener presenti i prinicpali fattori che lo influenzano.
Movimenti della mola e del pezzo.Sia M la mola e P il pezzo che si lavora.Avremo da considerare:
a)Vm=velocita' periferica della mola........................................................................m/1''

b)Vp=velocita'periferica del pezzo............................................................................m/1''

c)Vs=spostamento in senso laterale..........................................................................m/1''

d)p=profondita' della passata......................................................................................mm

e)c=consumo della mola...............................................................................................gr

f)P=pressione del pezzo contro la mola......................................................................KgCome vadano regolati questi fattori.Si deve fare in modo da :

g)ottenere il massimo prodotto di trucioli;

h)sfruttare tutto il potere mordente dei granuli abrasivi ;

k)lasciarli distaccare quando sono logori,e non prima;

l)evitare che la mola si ingorghi,e prenda il lucido;

m)evitare un troppo elevato riscaldamento.I fattori ora detti esercitano uno sull'altro un'influenza non ancora ben determinata.Conviene,nelle lavorazioni di serie
compiere alcune esperienze preliminari.Criteri generali sono i seguenti.

Pressione del pezzo contro la mola.Va regolata con cura.

Pressione troppo forte.I granelli di abrasivo si infrangono,o si staccano ;il che deve bensi' avvenire,ma non troppo rapidamente.

Pressione troppo dolce.Diminuisce il prodotto,ed avviene quello che si verifica nel tornio quando l'utensile tocca appena l'epidermide del pezzo;
il filo tagliente si ottunde e,in luogo di tagliare,striscia sul pezzo sottostante e lo leviga.Cosi' succede per la mola ;se i suoi granuli raschiano
il metallo,la mola si intasa e prende il lucido.Si evita cio' aumentando la velocita' Vp del pezzo.

Forma del truciolo.-Volume del metallo asportato.Una mola ben condotta deve staccare non polvere o raschiatura ma trucioli conformati,
salvo le dimensioni,come quelli del tornio.

Volume del metallo asportato in un secondo .Se indichiamo con L mm la larghezza utilizzata della mola,il volume V mm2 e' dato dalla:

(1) V=pxVpxL (mm^2).
L'operatore deve regolare a dovere le quantita' Vm,Vp,p,L,in modo da conservare costante,e massimo,il valore di V.

Consumo eccessivo della mola.Se la grana e l'impasto sono stati ben scelti,e pur tuttavia la mola si consuma troppo
rapidamente,conviene diminuire la velocita' Vp del pezzo o anche aumentare Vm.

La mola prende il lucido.Se la mola prende il lucido,conviene aumentare alquanto Vp,per obbligare il granello a mordere nettamente il metallo,
e a non strisciare su di esso.Citiamo alcuni dati suggeriti dalla pratica.

Velocita' periferica delle mole.La mola si muove sempre con grande velocita'.Si preferisce far girare la mola con la velocita' Vm massima,
e far variare la velocita' Vp del pezzo,o la profondita' della passata.

Velocita'periferica. Le mole di arenaria,che sono poco resistenti,si fanno girare lentamente :Vm=4-8 m/1''.
Le mole artificiali consentono velocita'alquanto maggiori.

Per mole al silicato ..................................................Vm=20-25 m/1''

per mole di carborundum..........................................Vm=22-30 m/1''

per mole ceramiche...................................................Vm=25-35 m/1''

per mole elastiche per troncare.................................Vm=40-50 m/1''

per mole di bachelite (Krupp)......................................Vm=45-50 m/1''

Numero di giri.Sia d mm il diametro della mola;n il numero di giri al minuto primo;Vm la velocita' in m/1'';si ha:

(1) Vm= ( pigreca d n)/1000x60

Prova delle mole.La resistenza a rottura per forza centrifuga delle mole si sperimenta:a)facendole girare un certo tempo,con velocita' doppia della normale,cioe' con 40-60 m/1'' (Norton);

b)altri invece le fa girare con velocita' piu' moderata 35-45 m/1'',ma per un tempo piu' lungo.

Velocita' periferica del pezzo.Si adottano valori molto variabili,poiche' Vp dipende dallo spessore p della passata e dallo spostamento
laterale l della mola.
Da tali fattori dipende il volume V di metallo asportato:V=pxVpxl.Percio' nelle macchine si ha quasi sempre la possibilita' di
imprimere al corpo molte velocita' Vp diverse,per poter adottare il valore piu' conveniente.

Spessore p della passata.Si fa sempre molto piccolo.Per lavori di sgrossatura si fa circa:p= 0,040-0,080 mm;e per lavori
di rifinitura si fa circa:p=0,015-0,025 mm ed anche meno;le ultime passate si fanno senza avanzamento (p=o).

Spostamento laterale.Per ogni giro del pezzo la mola si sposta da 1/2 a 2/3 della sua larghezza:l=(1/2-2/3)L.

Velocita' periferica del pezzo.Si suol tenere entro questi limiti,a seconda della dureza del pezzo e della natura della mola.
Per lavori di sgrossatura si fa Vp= 10-30 m/1'';per rifinire si fa Vp=15-60 m/1''.

Se la mola e' stretta,lo spostamento laterale l e' minore e si deve aumentare Vp,e viceversa.Con mole dure si aumenta Vp;
con mole dolci Vp si riduce.
Se la mola e' dura e Vp e' piccolo,la mola si ingorga.Se la mola e' tenera e Vp e' eccessivo,la mola si sgretola.
Pezzo di grande diametro esige mola dolce e grande Vp.E viceversa.

Soprametalli.Volume asportato.Sopraspessore s da lasciare sui pezzi per la seguente molatura.E' sempre molto piccolo,varia a seconda del diametro d e della lunghezza h del pezzo.
Molatura esterna:
per (d=15mm h=75 mm)si puo' fare s=0,20 mm sul diametro.
per (d=300 mm h=1200mm)si fara' s=1,20 mm.

Molatura interna:
per (d=15mm h=12mm) si puo' fare s=0,12 mm sul diametro
per (d=300 mm h=300mm) si fara' s=0,77 mm.Metallo asportato e consumo della mola.Si ritiene che per M=1cm^3 di mola consumata,si asporti,in buone condizioni di lavoro,Q=2-15 cm^3 di ghisa bianca,Q=20-30 cm^3
di acciaio.

Refrigeranti.Un'abbondante pioggia sulla mola diminuisce l'attrito,asporta la polvere e disperde il calore che si sviluppa in un lavoro intenso.
Una mola spessa 50mm richiede una pioggia abbondante=12-20 litri di refrigerante al 1'.
Per acciaio temprato e ghisa ,si usa 11-13 kg di soda in 1000 litri d'acqua.Per acciaio non temprato,bronzo,ecc.,una parte di olio emulsionabile
in 20 parti d'acqua.Per alluminio,parti eguali di olio leggero e petrolio.Per molature di forma,si impiega un miscuglio in pesi uguali di olio
e sapone:far bollire e aggiungere 15 parti di acqua con un poco di soda.

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Ciao, Fabrizio

 
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Dunque Prof., c'e' cosi tanto materiale che possiamo farci un volume dell'enciclopedia Treccani.

Lo staff (ovvero il boss   ) pensa che se ci dai una mano a fondere ed armonizzare tutte queste informazioni, si potrebbe realizzare un bel tutorial come accaduto recentemente con Pasquale.

Potresti lavorarci iniziando la pubblicazione di un qualsiasi post e salvarlo periodicamente tra le bozze (pulsante "Salva" tra anteprima ed invia), oppure aggiornando periodicamente il tuo post in cima al topic, nello stile di Arcapedia. Anzi nel secondo caso potrai ricevere i consigli di tutti gli altri. Quando pensi/pensiamo che la pagina è ben formattata ed i contenuti abbastanza completi e "stabili" si passa alla pubblicazione nella sezione contenuti.

So che ci vorranno anni   ma tu sei il Prof., devi dare il buon esempio

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Ciao, Fabrizio

 
Da utente123Sesso: Uomo Inviato: Mar 11 Mar, 2014 16:35 #24
 
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Mizzica, altro che contenuti. L'errore allora è stato mio, perchè mentre pensavo di postare una novità c'era già stato "qualcuno" che era stato, prima di me, illuminato dall'idea.
Quella della qualità delle scintille che ha pubblicato Andrea era il mio prossimo argomento da inserire.
Bene anche ad Alvino che aveva già avviato il discorso. Non avevo visto questi post.

Insomma già ce n'è abbastanza, anche se qualcosa servirà sicuramente aggiungere.
In effetti i dati messi così, in forma testuale, creano un po' di timore a chi si appresta a leggere, mentre qualche riga accompagnata a delle immagini sono molto più comprensibili.
Quindi serve obbligatoriamente raggruppare il tutto ed eliminare eventuali ripetizioni che nel testo sicuramente ci sono.

Infatti questo errore capita più facilmente con il testo che con le immagini.

Fabrizio, si tratta di un lavorone, non me sento di fare promesse, però ci si può provare.

Per quanto riguarda il "salva come bozza" non capisco cosa vuol dire se il sistema mi dice: Sei sicuro di voler salvare il messaggio come bozza?
Solo il testo del messaggio verrà salvato: tutte le altre impostazioni saranno perse.


Che vuol dire che non conserva le immagini?

Un'altra cosa da sapere credo sia: fino a che si tratta di qualche riga o immagine trovata in rete, credo possa passare, se invece si tratta di lunghi testi, tratti da altri siti, da altri forum  o da libri, sarebbe meglio inserire la provenienza. Per esempio il testo di Alvino, che lui non ricordava dove l'aveva trovato, viene dal forum  tuttocoltelli.it, secondo me basta che alla fine di pezzi simili mettiamo la sorgente. così: tratto da tuttocoltelli.it Anzi meglio se così: Di ALDEBARAN il 27 Ott 2009 08:51 - tuttocoltelli.it.

Che ne dite?

Ultima modifica di utente123 il Mar 11 Mar, 2014 16:59, modificato 3 volte in totale

 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Mar 11 Mar, 2014 17:08 #25
 
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utente123 ha scritto: 

Fabrizio, si tratta di un lavorone, non me sento di fare promesse, però ci si può provare.



Mitico Prof.!  

Ovviamente sono a tua disposizione per qualsiasi dubbio o difficoltà

utente123 ha scritto: 


Per quanto riguarda il "salva come bozza" non capisco cosa vuol dire se il sistema mi dice: Sei sicuro di voler salvare il messaggio come bozza?
Solo il testo del messaggio verrà salvato: tutte le altre impostazioni saranno perse.


Che vuol dire che non conserva le immagini?



Puoi ignorare quel messaggio, le immagini sono inserite nel messaggio mediante BBCode cosi come ogni altra informazione che necessita di essere interpretata dal motore del sito (formattazione, immagini, video, etc). Si tratta sempre di semplice testo, quindi nessun problema.

utente123 ha scritto: 


Un'altra cosa da sapere credo sia: fino a che si tratta di qualche riga o immagine trovata in rete, credo possa passare, se invece si tratta di lunghi testi, tratti da altri siti, da altri forum  o da libri, sarebbe meglio inserire la provenienza. Per esempio il testo di Alvino, che lui non ricordava dove l'aveva trovato, viene dal forum  tuttocoltelli.it, secondo me basta che alla fine di pezzi simili mettiamo la sorgente. così: tratto da tuttocoltelli.it Anzi meglio se così: Di ALDEBARAN il 27 Ott 2009 08:51 - tuttocoltelli.it.

Che ne dite?


Va benissimo, è doveroso citare le fonti (IMHO).

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Ciao, Fabrizio

 
Da anonimo22 Inviato: Mar 11 Mar, 2014 17:11 #26
 
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utente123 ha scritto: 

Per quanto riguarda il "salva come bozza" non capisco cosa vuol dire se il sistema mi dice: Sei sicuro di voler salvare il messaggio come bozza?
Solo il testo del messaggio verrà salvato: tutte le altre impostazioni saranno perse.


Che vuol dire che non conserva le immagini?


Le immagini le salva, vai tranquillo.

Citazione:

Un'altra cosa da sapere credo sia: fino a che si tratta di qualche riga o immagine trovata in rete, credo possa passare, se invece si tratta di lunghi testi, tratti da altri siti, da altri forum  o da libri, sarebbe meglio inserire la provenienza. Per esempio il testo di Alvino, che lui non ricordava dove l'aveva trovato, viene dal forum  tuttocoltelli.it, secondo me basta che alla fine di pezzi simili mettiamo la sorgente. così: tratto da tuttocoltelli.it Anzi meglio se così: Di ALDEBARAN il 27 Ott 2009 08:51 - tuttocoltelli.it.

Che ne dite?


Si esatto, alla fine metti tutte le fonti (la bibliografia). Se è possibile con i link appropriati, per esempio il link al post su tuttocoltelli è questo:
http://www.tuttocoltelli.it/public/...php?f=17&t=2173

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Da ApenimonSesso: Uomo Inviato: Mar 11 Mar, 2014 17:17 #27
 
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Ammazza che miniera di informazioni oh.....siete troppo forti! ...io purtroppo non ho conoscenze, altrimenti potevo contribuire volentieri   ......benché mi rimane solamente da apprendere    

Vi ringrazio

Ultima modifica di Apenimon il Mar 11 Mar, 2014 17:18, modificato 1 volta in totale

 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Mar 11 Mar, 2014 17:22 #28
 
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Apenimon ha scritto: 
Ammazza che miniera di informazioni oh.....siete troppo forti! ...io purtroppo non ho conoscenze, altrimenti potevo contribuire volentieri   ......benché mi rimane solamente da apprendere    

Vi ringrazio


Se il Prof. sceglierà di mostrare il lavoro in corso d'opera aggiornando periodicamente il post in cima al topic, allora il tuo contributo (come quello degli altri) sarà preziosissimo. Potrai leggere,  consigliare ogni tipo di modifica e ovviamente segnalare errori.

Come vedi lo stesso Andrea ha fatto una precisazione importante sulla citazione delle fonti, cosa che io non ho fatto. Se avessi avviato questo confronto con il Prof. mediante MP, Andrea non avrebbe avuto la possibilità di fare quella precisazione.

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Ciao, Fabrizio

 
Da anonimo22 Inviato: Mar 11 Mar, 2014 17:43 #29
 
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utente123 ha scritto: 

Quella della qualità delle scintille che ha pubblicato Andrea era il mio prossimo argomento da inserire.


Scusa, mi spiace di averti rovinato la programmazione.

Ho cercato anche delle fotografie  che illustrassero comparativamente le scintille, ma ho trovato solo questa pagina che è abbastanza scarsa:
http://machinetoolrecyclers.com/spark-test.html

Poi per il resto, solo disegni (ne metto altri due), che a me piacciono di più, ma capisco che le fotografie siano più realistiche.

http://www.scrapmetaljunkie.com/241...esting-metals-2
http://www.pyrobin.com/files/spark%20chart.gif

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Da costantinoSesso: Uomo Inviato: Mar 11 Mar, 2014 21:33 #30
 
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mi sa che cerco di stampare il tutto e lo leggo in viaggio andando a lavoro e ritorno , in tutto 1ora e mezza - 2ore al giorno, dovrei riuscire a leggermi tutto in due o tre giorni

ottimo lavoro

bravi ragazzi

Pasquale

Ultima modifica di costantino il Mar 11 Mar, 2014 21:34, modificato 1 volta in totale

 

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